giovedì 2 febbraio 2017

Risotto alla verza e mandorle

C'era un tempo in cui anche la Patty faceva foto "de mmmerda" come noi comuni mortali, poi c'è chi evolve e chi resta incastrato in un brodo primordiale come la sottoscritta, che però è maturata ed è giunta alla conclusione che il blog è suo e seguendo la filosofia del "sti c...zi" ha deciso di riprenderlo anche se non so fare le foto, non ho mezzo props e i faretti non sono altro che un soprammobile.
Più o meno cucino e pace: questo è il mio spazio...me ne faccio una ragione.
Patty l'ho conosciuta a in un blogtour a Bitotonto (giusto Patty?). Quando mi chiese se volessi partecipare mi emozionai come una debuttante al primo ballo. 
La Patty che ti si fila: da sdraiarsi al suolo e farsi cospargere d'olio. Era il 22 dicembre o giù di lì e furono due giorni bellissimi.
Lei è così: "oltre" e modesta allo stesso tempo. Non l'ho mai sentita parlare male di nessuno o, anche se lo ha fatto (mica è santa, eh?),  sempre col sorriso, sdrammatizzando la cosa, senza cattiveria.  
Mi sono divertita ad andare a ripescare il suo primo post, vedere quanta strada abbia fatto, quanta passione e quanto amore abbia messo in ogni articolo mi ha dato la giusta carica per non farmi abbandonare questo piccolo spazio, che anche se misero confronto a tanti altri è mio e mi ha dato tanto.
Ricetta speciale, soprattutto per una che usa il burro in ogni risotto: bello scoprire una prospettiva diversa. 



Risotto con verza, semi di papavero e pinoli tostati  mandorle tostate

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di riso Carnaroli
  • 300 g di verza
  • uno scalogno
  • un l di brodo vegetale
  • una piccola robiola (c.ca 80/100 gr)
  • olio extra vergine d’oliva
  • 2 cucchiaini di semi di papavero
  • 50 gr di pinoli mandorle a lamelle
  • prosecco o spumante secco o vino bianco (tu non ami il burro, a me non piace sfumare col vino: ognuno la sua)
  • rosmarino
Dopo aver tagliato la verza a striscioline sottili, fatela stufare in una larga padella con lo scalogno tritato e imbiondito in olio extra-vergine d’oliva. Cuocete per circa 15 minuti,  bagnandolo via via con un po’ di brodo. A parte, in una casseruola antiaderente, fate appassire lo scalogno nell’olio Quindi ho fate brillare il riso. A questo punto comincia la cottura del riso con il brodo, continuando a mescolare per circa 5 minuti. Aggiungete quindi la verza ed proseguite la cottura per il rimanente tempo (circa 10 minuti) sempre aggiungendo il brodo fino ad assorbimento. Nel frattempo tostate le mandorle in un padellino e tenerle da parte. A cottura ultimata, e lievemente al dente, spegnete la fiamma, aggiungete le mandorle, i semi di papavero ed un cubetto di robiolina fresca, mantecando il risotto. A fine cottura aggiungete qualche fogliolina di rosmarino, come suggerisce la figlia di Patty!



Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia

martedì 31 gennaio 2017

Biscottoni con farina Verna, olio extra vergine di oliva e timo limonato

Avete presente quelle giornate che cominciano male fin da subito? Oggi è stata una di quelle.
Arriva un periodo dell'anno in cui prima mi sveglio e più tardi faccio. Non so cosa succeda da dicembre in poi: strani meccanismi. Il traffico diminuisce e noi arriviamo sempre più tardi a scuola. Prima di 5, poi di 10 minuti. E non c'è storia: non serve a nulla svegliarsi prima, tanto il ritardo che maturiamo è sempre lo stesso. 
Credo che ognuno abbia la sua tecnica. Sono una di quelle che suona la sveglia e rotola fuori dal letto. Da quando c'è il cellulare il rotolamento è accompagnato dalla distensione del braccio, con conseguente allungamento verso il comodino e prelievo dell'aggeggio infernale. 
Scavallamento della figlia (ho fallito: da "Fate la nanna" adottato col primo a "non importa : dormi dove ti pare purché tu mi faccia dormire" con la terza è stato un attimo) direzione water. 
5 minuti di aggiornamenti virtuali, poi posizionamento sveglia nel letto del secondo figlio e doccia. 
La sveglia suona senza soluzione di continuità non ottenendo nessun risultato.
Quindi vestizione e di corsa di nuovo dal secondo che non ne vuole sapere: "Mamma ti prego mi stai facendo perdere la fine del sogno". Fortunatamente gli altri due hanno dei tempi di reazione più rapidi anche se ho fallito anche nell'autonomia con la terza e quindi tocca vestirla. 
Momento colazione.
Ogni mattina ci provo: - "Cosa volete per colazione?"
- "Niente"
- "Dovete fare colazione, è il momento più importante della giornata"...e come sempre mi pento della mia insistenza:
Primo: - "Cappuccino"
Secondo: - "Uovo strapazzato con pane tostato"
Terza: - "Pane, olio e sale"
...mandarli digiuni sarebbe stato di gran lunga meglio
Mentre gli preparo la colazione noto un pan brioche scordato a lievitare la sera prima. Lo ficco in forno, mangiandomi le mani all'idea che non ho nulla da dargli per merenda. 
Per fortuna spuntano dei muffin. 
Cinque minuti prima di uscire mancano ancora le cartelle da fare, le scarpe non si trovano, i grembiuli neanche, la peristalsi chiama e il momento defecatorio sulla porta non manca mai. 
Di corsa in macchina con la sottoscritta che vorrebbe prendere a morsi il volante: nell'ordine il vicino di casa ottantenne che ha deciso di farsi un giro in macchina, una macchinina del ragazzino imberbe  scrupoloso, camion normale e camion della spazzatura, lancio del primo figlio fuori da scuola, corsa per gli altri due. Gita scolastica: pullman e tutta l'inciviltà propriamente italica nel parcheggiare. Lancio degli altri due dalla macchina in movimento e lampadina che si accende: "Il pane!"
Corsa a casa, corsa sulla rampa del garage, corsa in cucina, marito in bagno, pane bruciato e lui: "Credevo lo avessi lasciato apposta!"
Per non piangere rido e mi mangio uno di questi biscottoni meravigliosi di Patty. La farina Verna l'ho comprata a Siena sotto suo suggerimento, i biscotti con il sistema della maionese non li avevo mai provati e visto che la sintonia è una cosa strana la Patty mi ha smessaggiato proprio nel mentre in cui ero in fase d'opera e stavo per sostituire il basilico con il rosmarino, lei mi ha suggerito il timo limonato e così è stato.




330 g di Farina Verna 
200 g di farina di riso
150 g di zucchero semolato
50 gr di miele d'acacia
una decina di belle foglie di basilico, tritate grossolanamente timo limonato
la scorza grattugiata di un limone non trattato
un pizzico di sale
250 g di olio extravergine Riviera Ligure Dop  (Ora mi uccide: non so quale cultivar sia il nostro, ma è di origine sicule)
50 g di succo di limone
80 g di tuorli 
Setacciate le due farine con il pizzico di sale e formate una fontana con la bocca piuttosto ampia, sul piano di lavoro
Al centro mettete lo zucchero, il miele, la scorza grattugiata del limone. Sulla farina cospargete le foglie di timo. 
In un bicchiere per mixer a immersione, mettete i tuorli ed il succo di limone e cominciate a frullare, aggiungendo l'olio a filo. Vedrete montare piano piano la vostra maionese, che si rassoderà quando avrete aggiunto tutto l'olio. 
Versate l'emulsione al centro della fontana raccogliendola con cura con una spatola di silicone, e con una forchetta cominciate a miscelarla con lo zucchero cercando di ottenere un composto omogeneo. Piano piano incorporate la farina fino a che riuscite ad utilizzare la forchetta, quindi finite di lavorare la vostra frolla con le mani, ottenendo una palla liscia. Avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per c.ca un'ora. 
Stendete la frolla in uno spessore di 5 mm e date i biscotti la forma che volete. Io li ho fatti grandi e rotondi con un coppapasta dentellato. 
Fate cuocere in forno caldo a 175°C per 12/15 minuti fino a che i bordi non saranno dorati. 
Fate raffreddare qualche minuto nella teglia quindi trasferite su una gratella per  farli raffreddare completamente prima di sistemarli una scatola di latta. 
Sono molto croccanti e durano a lungo se protetti da aria e umidità. 


Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia


mercoledì 25 gennaio 2017

1,2,3...1551 Sardinia Macarons

Patti chiari amicizia lunga: i 1551 macarons nati dalle mie mani sono frutto della mia ignoranza e insicurezza. In realtà sono sempre venuti abbastanza bene, ma avevo delle perplessità su quali dovessero essere le dimensioni. Poi la mia macaron coach mi ha inondato di immagini e ho capito che i miei non è che si discostassero tanto dalla realtà. In questa sfida ho dato il massimo, perché fa parte di quelle sfide in cui affronto qualcosa di nuovo. La stessa cosa con i croissant: c'è stato un momento in cui non sapevo più dove metterli. Per fortuna i macaron occupano meno spazio!
Vado avanti da giorni, preparando TPT in ogni momento libero, con i figli che non si capacitano della mia ostinazione, del marito che bofonchia ("Anche oggi i ...zzo di 5 KW sono andati a farsi benedire"), la personal coach che mente spudoratamente pur di farmi pubblicare, la compagna tatuata che prova a mentire, ma non ci riesce.
Eppure Ilaria ti ringrazio perché ho imparato, più o meno, un qualcosa che ti fa fare una porca figura e che, a dirla tutta, mi piace un sacco.
Devo migliorare la colorazione. I primi: un'aranciato triste e poco attraente. Il ripieno: paté d'anatra all'arancia, croccante alle mandorle, gelatina di Cointreau, fava di cioccolato e...non mi ricordo neanche. 
Ribrezzo: salati a me non sono andati giù. Problema mio e di abbinamenti poco indovinati. 
Per fortuna li ho salvati quasi tutti, farciti di ganache al cioccolato e portati ad un pranzo.
I secondi semplicemente bianchi...e sono lì in una scatola a capire che fine faranno.
Li volevo marroni: ma come cavolo si fa ad ottenere il marrone? Ci riprovo e vengono fuori beige...o meglio color cacchetta di Massimino (così è stato decretato). Ieri in un raptus sono venuti fuori grigi: molto eleganti a sentir la coach, per me semplicemente color topo.
Ho giocato con le temperature del forno, novella Vulcano de noantri fino a che ho capito che a me vengono meglio col forno ventilato.
Per il ripieno sono tornata nella mia comfort zone: almeno su una cosa fatemi stare sul sicuro!
E quindi ecco la mia versione "sarda" per questa nuova sfida MTC.


Per la ricetta andate da Ilaria, poi con calma la trascriverò a parole mie: oggi nun gliela fo.



I RIPIENI

Primo:



Crema di ricotta all'arancia:

100 g di ricotta di pecora
1 cucchiaino di miele all'arancio
scorza d'arancia

Lavorate con un mixer ad immersione la ricotta con un cucchiaino di miele all'arancio. Passate al setaccio e aggiungete la scorza di un'arancia grattugiata.

Gelatina all'arancia e zafferano:

succo di un'arancia Tarocco
pistilli di zafferano
1 foglio di gelatina (circa 2 g)

Portate sul fuoco il succo di un'arancia con mezzo cucchiaino di zucchero (non la volevo molto dolce). Quando comincerà a prendere il bollore spegnete e aggiungete i pistilli di zafferano. Unite la gelatina ammollata e stendete in un contenitore basso rivestito da carta forno. Riponete in frigorifero. Prima di utilizzare tagliate con un piccolo coppapasta.

Secondo:



Pistiddu:

 500 ml di sapa (avevo del mosto d'uva preparato in autunno)
1 bicchiere d'acqua
100 g di semola di grano duro rimacinata
scorza di due arance non trattate

Portate a bollore la sapa con l'acqua. Aggiungete la semola e la scorza d'arancia. Continuate a girare fino a quando non avrete ottenuto la consistenza di una marmellata. Fate raffreddare

Croccante all'uvetta e mandorle:

100 g di zucchero semolato
acqua
40 g di mandorle tostate a lamelle
20 g di uvetta precedentemente ammollata e asciugata

Fate sciogliere 100 g di zucchero semolato leggermente inumidito sul fuoco. Quando comincerà a sciogliersi e ad ambrarsi aggiungete le mandorle e l'uvetta.
Rovesciate su un foglio di carta forno oleato. Sovrapponete un altro foglio di carta forno e stendete col matterello. Con un coppapasta della dimensione dei macaron ricavate dei dischetti che lascerete raffreddare completamente.

Foto dei vari passaggi che poi ordinerò:

Macaronage

Pochage

Croutage

Fondo