sabato 25 febbraio 2017

Pollo fritto




Sembra che inventi balle ogni volta che mi ritrovo a scrivere un post per l'Mtchallenge ed invece no. 
Silvia, a te che hai vinto la sfida scorsa, a te che hai la borsa più faiga dell'universo , da cui escono prelibatezze ad ogni passo (questo è un riferimento che può comprendere solo chi è stato a Napoli), racconto cosa succede quando si prova a friggere un pollo in casa mia.
L'idea è arrivata, in ritardo ma arrivata. Visto che sono foodblogger mi ci metto d'impegno e vado alla ricerca del miglior pollo possa trovare in commercio. La Tamara giustamente, pur non partecipando per motivi etici, sostiene che il pollo "è da esse" ruspante e ruspante sia. 
Prima nota: quanto cavolo è grande un pollo ruspante razzolatore esperto? Na cifra!
Quasi un tacchino. La carne non è bianca, ma rosata tendente allo scuro. Insomma tutt'altra roba. Friggo i coscioni e...crudo, li rifriggo e crudo, li friggo ancora e ancora crudo. E ora che scrivo mi viene in mente la Viviana che nel suo post così esordisce: "Questa bestia infida nella cottura che quando ti sembra che fuori si stia strinando dentro invece fa ancora coccodé".
Innervosita, perché quando mi viene male una cosa m'innervosisco, comincio a riordinare la cucina con mio marito che per consolarmi mi suggerisce di andare al discount a comprare il pollo, che secondo lui dipende tutto da lì.
Ma cocciuta sono e il giorno dopo vado di secondo tentativo con dei fuselli sempre ruspanti. 
Nella mia testa penso: "Saranno più piccoli, andrà meglio"
E nulla: primo tentativo andato. E lì arriva l'aiuto esterno. Mentre ero in preda ai fumi di strutto bollente, in giardino passava avanti e indietro un tuttofare filippino che assisteva all'impresa. 
Mi bussa al vetro e mi fa: "Che ghe pensi mi!"
Mi fa mettere tutto in pentola a pressione e mi dice di star tranquilla, ma intanto lui se ne va. 
Lo chiamo e gli suggerisco di scavarmi una fossa in giardino, vicino ai miei pelosi, e lui ridendo imperturbabile se ne va. Caccio fuori il figlio dalla cucina, che uscendo mi fa, leggermente preoccupato: "Ma se ti esplode in faccia ti deturpi?"
 Il mio timore non è il viso, ma la cucina: come riuscirei mai a togliere lo strutto da tutte le pareti?
Magia, magia non esplode nulla. Il pollo viene decisamente più morbido e cotto, ma si stacca la panatura quindi avrei dovuto ripanare e friggere nuovamente.
Al terzo tentativo colgo il consiglio di mio marito e vado a comprare un pollo da supermercato.
E qui arriva la rivelazione: per fare un buon pollo fritto il pollo deve essere un pollo de mmmerda!

La ricetta la copio pari pari da Silvia come mio solito. Lascio solo quella della versione "creativa", per la versione con farina andate a vedere qui

Per la versione creativa ho scelto la panatura con il pane.

Marinatura

200 cc di Sprite
mezzo bicchiere di ketchup
1 cucchiaino di zucchero Muscovado
1 cucchiaino di aceto di riso

Immergete il pollo nella marinatura, copritelo bene e lasciatelo riposare tutta la notte. 
La mattina togliete dal frigo e lasciate marinare ancora fino all'ora di pranzo a temperatura ambiente.


Panatura

pane sciapo (ho usato del pane toscano rimastomi da un incontro con Patty)
bacon
cheddar
sale
uovo farina

Tritate il pane assieme al bacon e al cheddar. 

Maionese piccante

1 uovo
1 cuccchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di aceto
sale
1/4 di peperoncino chilipote
olio extra vergine di oliva o di semi a seconda del gusto che preferite

Mettete nel boccale del minipimer l'uovo, l'aceto, il limone, il sale e il peperoncino. Fate andare aggiungendo l'olio necessario ad ottenere la maionese.

Salsa di tomatillo

4 pomodori
2 cipolline fresche
lime
cordiandolo 
olio
sale

Spellate i pomodori e tagliateli in cubetti. Condite la cipolla tagliata a julienne con la scorza del lime grattugiato e il suo succo e lasciate riposare per 10 minuti. Unite ai pomodori assieme al coriandolo tritato.

Patate alla paprika

4 patate
paprika
olio extra vergine di oliva
sale
coriandolo

Tagliate le patate in 8 spicchi dopo averle sbucciate. Mettetele in acqua fredda e portate a bollore. Fate cuocere per 10 minuti.
Scolate e condite con gli altri ingredienti. Trasferite in forno a 220° per terminare la cottura.


Per friggere: strutto
Copio: Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno. Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Mettete le uova in una ciotola che possa contenere almeno 3/4 pezzi di carne alla volta, mescolate con una forchetta, salate e pepate.
Ponete il pan grattato e la farina in altre due ciotole distinte altrettanto capienti.
Prendete tre pezzi di pollo alla volta, passateli nella farina pressando leggermente le carni e scuoteteli per eliminare la farina in eccesso. Poi immergeteli nell’uovo ed infine passateli nel pan grattato pressando nuovamente le carni.
Appoggiate il pollo sul piatto fondo e procedete con la panatura di tutto il pollo.
Se desiderate una crosticina più consistente potete fare una doppia panatura nel pan grattato cioè pan grattato/uovo/pan grattato.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate lo strutto e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3 pezzi di pollo alla volta. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.

Con questa sfida partecipo all'Mtchallenge n. 63

giovedì 2 febbraio 2017

Risotto alla verza e mandorle

C'era un tempo in cui anche la Patty faceva foto "de mmmerda" come noi comuni mortali, poi c'è chi evolve e chi resta incastrato in un brodo primordiale come la sottoscritta, che però è maturata ed è giunta alla conclusione che il blog è suo e seguendo la filosofia del "sti c...zi" ha deciso di riprenderlo anche se non so fare le foto, non ho mezzo props e i faretti non sono altro che un soprammobile.
Più o meno cucino e pace: questo è il mio spazio...me ne faccio una ragione.
Patty l'ho conosciuta a in un blogtour a Bitotonto (giusto Patty?). Quando mi chiese se volessi partecipare mi emozionai come una debuttante al primo ballo. 
La Patty che ti si fila: da sdraiarsi al suolo e farsi cospargere d'olio. Era il 22 dicembre o giù di lì e furono due giorni bellissimi.
Lei è così: "oltre" e modesta allo stesso tempo. Non l'ho mai sentita parlare male di nessuno o, anche se lo ha fatto (mica è santa, eh?),  sempre col sorriso, sdrammatizzando la cosa, senza cattiveria.  
Mi sono divertita ad andare a ripescare il suo primo post, vedere quanta strada abbia fatto, quanta passione e quanto amore abbia messo in ogni articolo mi ha dato la giusta carica per non farmi abbandonare questo piccolo spazio, che anche se misero confronto a tanti altri è mio e mi ha dato tanto.
Ricetta speciale, soprattutto per una che usa il burro in ogni risotto: bello scoprire una prospettiva diversa. 



Risotto con verza, semi di papavero e pinoli tostati  mandorle tostate

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di riso Carnaroli
  • 300 g di verza
  • uno scalogno
  • un l di brodo vegetale
  • una piccola robiola (c.ca 80/100 gr)
  • olio extra vergine d’oliva
  • 2 cucchiaini di semi di papavero
  • 50 gr di pinoli mandorle a lamelle
  • prosecco o spumante secco o vino bianco (tu non ami il burro, a me non piace sfumare col vino: ognuno la sua)
  • rosmarino
Dopo aver tagliato la verza a striscioline sottili, fatela stufare in una larga padella con lo scalogno tritato e imbiondito in olio extra-vergine d’oliva. Cuocete per circa 15 minuti,  bagnandolo via via con un po’ di brodo. A parte, in una casseruola antiaderente, fate appassire lo scalogno nell’olio Quindi ho fate brillare il riso. A questo punto comincia la cottura del riso con il brodo, continuando a mescolare per circa 5 minuti. Aggiungete quindi la verza ed proseguite la cottura per il rimanente tempo (circa 10 minuti) sempre aggiungendo il brodo fino ad assorbimento. Nel frattempo tostate le mandorle in un padellino e tenerle da parte. A cottura ultimata, e lievemente al dente, spegnete la fiamma, aggiungete le mandorle, i semi di papavero ed un cubetto di robiolina fresca, mantecando il risotto. A fine cottura aggiungete qualche fogliolina di rosmarino, come suggerisce la figlia di Patty!



Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia

martedì 31 gennaio 2017

Biscottoni con farina Verna, olio extra vergine di oliva e timo limonato

Avete presente quelle giornate che cominciano male fin da subito? Oggi è stata una di quelle.
Arriva un periodo dell'anno in cui prima mi sveglio e più tardi faccio. Non so cosa succeda da dicembre in poi: strani meccanismi. Il traffico diminuisce e noi arriviamo sempre più tardi a scuola. Prima di 5, poi di 10 minuti. E non c'è storia: non serve a nulla svegliarsi prima, tanto il ritardo che maturiamo è sempre lo stesso. 
Credo che ognuno abbia la sua tecnica. Sono una di quelle che suona la sveglia e rotola fuori dal letto. Da quando c'è il cellulare il rotolamento è accompagnato dalla distensione del braccio, con conseguente allungamento verso il comodino e prelievo dell'aggeggio infernale. 
Scavallamento della figlia (ho fallito: da "Fate la nanna" adottato col primo a "non importa : dormi dove ti pare purché tu mi faccia dormire" con la terza è stato un attimo) direzione water. 
5 minuti di aggiornamenti virtuali, poi posizionamento sveglia nel letto del secondo figlio e doccia. 
La sveglia suona senza soluzione di continuità non ottenendo nessun risultato.
Quindi vestizione e di corsa di nuovo dal secondo che non ne vuole sapere: "Mamma ti prego mi stai facendo perdere la fine del sogno". Fortunatamente gli altri due hanno dei tempi di reazione più rapidi anche se ho fallito anche nell'autonomia con la terza e quindi tocca vestirla. 
Momento colazione.
Ogni mattina ci provo: - "Cosa volete per colazione?"
- "Niente"
- "Dovete fare colazione, è il momento più importante della giornata"...e come sempre mi pento della mia insistenza:
Primo: - "Cappuccino"
Secondo: - "Uovo strapazzato con pane tostato"
Terza: - "Pane, olio e sale"
...mandarli digiuni sarebbe stato di gran lunga meglio
Mentre gli preparo la colazione noto un pan brioche scordato a lievitare la sera prima. Lo ficco in forno, mangiandomi le mani all'idea che non ho nulla da dargli per merenda. 
Per fortuna spuntano dei muffin. 
Cinque minuti prima di uscire mancano ancora le cartelle da fare, le scarpe non si trovano, i grembiuli neanche, la peristalsi chiama e il momento defecatorio sulla porta non manca mai. 
Di corsa in macchina con la sottoscritta che vorrebbe prendere a morsi il volante: nell'ordine il vicino di casa ottantenne che ha deciso di farsi un giro in macchina, una macchinina del ragazzino imberbe  scrupoloso, camion normale e camion della spazzatura, lancio del primo figlio fuori da scuola, corsa per gli altri due. Gita scolastica: pullman e tutta l'inciviltà propriamente italica nel parcheggiare. Lancio degli altri due dalla macchina in movimento e lampadina che si accende: "Il pane!"
Corsa a casa, corsa sulla rampa del garage, corsa in cucina, marito in bagno, pane bruciato e lui: "Credevo lo avessi lasciato apposta!"
Per non piangere rido e mi mangio uno di questi biscottoni meravigliosi di Patty. La farina Verna l'ho comprata a Siena sotto suo suggerimento, i biscotti con il sistema della maionese non li avevo mai provati e visto che la sintonia è una cosa strana la Patty mi ha smessaggiato proprio nel mentre in cui ero in fase d'opera e stavo per sostituire il basilico con il rosmarino, lei mi ha suggerito il timo limonato e così è stato.




330 g di Farina Verna 
200 g di farina di riso
150 g di zucchero semolato
50 gr di miele d'acacia
una decina di belle foglie di basilico, tritate grossolanamente timo limonato
la scorza grattugiata di un limone non trattato
un pizzico di sale
250 g di olio extravergine Riviera Ligure Dop  (Ora mi uccide: non so quale cultivar sia il nostro, ma è di origine sicule)
50 g di succo di limone
80 g di tuorli 
Setacciate le due farine con il pizzico di sale e formate una fontana con la bocca piuttosto ampia, sul piano di lavoro
Al centro mettete lo zucchero, il miele, la scorza grattugiata del limone. Sulla farina cospargete le foglie di timo. 
In un bicchiere per mixer a immersione, mettete i tuorli ed il succo di limone e cominciate a frullare, aggiungendo l'olio a filo. Vedrete montare piano piano la vostra maionese, che si rassoderà quando avrete aggiunto tutto l'olio. 
Versate l'emulsione al centro della fontana raccogliendola con cura con una spatola di silicone, e con una forchetta cominciate a miscelarla con lo zucchero cercando di ottenere un composto omogeneo. Piano piano incorporate la farina fino a che riuscite ad utilizzare la forchetta, quindi finite di lavorare la vostra frolla con le mani, ottenendo una palla liscia. Avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per c.ca un'ora. 
Stendete la frolla in uno spessore di 5 mm e date i biscotti la forma che volete. Io li ho fatti grandi e rotondi con un coppapasta dentellato. 
Fate cuocere in forno caldo a 175°C per 12/15 minuti fino a che i bordi non saranno dorati. 
Fate raffreddare qualche minuto nella teglia quindi trasferite su una gratella per  farli raffreddare completamente prima di sistemarli una scatola di latta. 
Sono molto croccanti e durano a lungo se protetti da aria e umidità. 


Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia