giovedì 28 marzo 2013

Involtino di melanzane, fusilli e mozzarella di bufala

Questo piatto avrei dovuto farlo fare a mia madre...a lei viene perfetto, a me un po' meno...ma è uno dei miei preferiti.
Mangiato la prima volta sull'isola di Vulcano, preparato con pasta fatta in casa...uno di quei piatti che se chiudo gli occhi ne sento il sapore in bocca, piatto dei ricordi...
L'ho preparato per il contest Le strade della mozzarella utilizzando la pasta Leonessa...quando ho scelto i formati ho pensato proprio a questa realizzazione, ma di formati ce ne sono così tanti che, quasi-quasi mi son pentita...
Ho scoperto quanto sia difficile, almeno per me, pensare ad un primo piatto che non sia la pasta al forno o un piatto freddo abbinato alla mozzarella...in realtà vedendo le ricette concorrenti ho capito che probabilmente è un mio limite...C.



Cosa serve:

1 mozzarella di Bufala DOP da 250g
350g fusillo napoletano (nel mio caso ho usato quello del pastificio Leonessa)
3 melanzane siciliane
500g passata di pomodoro
aglio
basilico
olio
sale
olio per friggere



Tagliare le melanzane in fettine sottili, cospargerle di sale e far fuoriuscire il liquido amaro per circa 30 minuti. Sciacquarle, asciugarle e friggerle in olio caldo.
Metterle ad asciugare su della carta paglia (quella dei fornai...per intenderci o su la carta che volete voi!!).
Nel frattempo preparate un normale sugo di pomodoro con un soffritto di aglio. Aggiustare di sale. Lasciatelo sul fuoco fino a quando non si sarà ben addensato.
Portare a bollore dell'acqua, salarla e aggiungere la pasta. Toglierla 4-5 minuti prima del tempo indicato (deve essere molto al dente).
Accendere il forno a 180°.
Scolata la pasta condirla col sugo. Con le melanzane fritte formare dei piccoli rettangoli su cui andrete a mettere la pasta. Cospargere con la mozzarella tagliata a cubetti e una foglia di basilico.
Arrotolare le melanzane a formare un involtino. Mettere in forno per 15 minuti.
Servire su un fondo di sugo al pomodoro.





Con questa ricetta partecipo al contest Le strade della mozzarella.

lunedì 25 marzo 2013

Treccia pasquale

Oggi lunedì. E cosa si fa normalmente di lunedì, oltre a riprendere la normale routine settimanale? 
Ci si mette a dieta...nel mio caso di dieta non si può parlare, visto che il mio unico tentativo è quello di cercar di mangiare poco-poco di meno...e cosa succede il primo lunedì dopo mesi in cui ho deciso di provare a stare un tantino attenta?
Mi torna il marito con un Babà di proporzioni apocalittiche appena arrivato da Caserta....fatto su commissione per lui (noi)...con la bottiglietta di liquore come accompagnatore...
...e cosa si fa con un Babà appena arrivato a trovarti, senza che neanche abbia avuto il tempo di spruzzarzi il suo profumo (che sì: è buono, ma vuoi mettere senza....)?
Lo si mangia...così, tra una chiacchiera e un'altra, una fettina a lui e una a te....fettine sempre più sottili, ché va pareggiato: mica lo si può lasciare in disordine...e così il Babà finisce tutto "dintro 'o culo" e buonanotte al secchio! C.



Cosa serve:

550g farina
250ml latte
50ml olio
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito di birra granulare
1 cucchiaio di curcuma
1 uovo
100g speck a dadini
100g provola
Per spennellare: 1 tuorlo e 1/2 bicchiere di latte

Far sciogliere il lievito nel latte tiepido. Aggiungere l'olio, le uova e lo zucchero. Mischiare con una forchetta.
Unire la farina, la curcuma e un pizzico di sale.
Impastare fino ad ottenere un impasto elastico. Far riposare in una ciotola coperto con pellicola fino al raddoppio 
Aggiungere lo speck e la provola tagliata a cubetti. Impastare nuovamente e dividere la pasta in pezzetti. 
Accendere il forno a 180°.
Ottenere dei cordoncini con cui poi andrà realizzata una treccia, chiuderla a corona e mettervi al centro un vasetto. Spennellare con il tuorlo sbattuto nel latte e infornare per circa 30 minuti.





Con questa ricetta partecipo al contest di Colors and Food





sabato 23 marzo 2013

Fideuà di Cri

"Che ne sapete voi, si proprio voi: voi che state nelle vostre belle cucine, con forno, frigorifero, impastatrici e frullatori. Che ne sapete di me , qui chiuso in una cucina di una barca. 
Mia madre me lo aveva detto: "Studia, mettiti a lavorare nel ristorante di Don N.", ma io niente, non ne ho voluto sapere: il mare, la libertà, gli spazi aperti....e ora? Ora mi ritrovo chiuso in questa cucina piccola e stretta....e meno male che son magro...altrimenti chi riusciva a muoversi! Che ne sapete voi! Che ne sapete: che ogni volta che dovete cucinare qualcosa alzate i tacchi  e andate a comprar quello che vi serve...e io? Io mi ritrovo ad improvvisare: oggi si pescano gamberi? E si cucinano gamberi. Domani polpo? E si cucina polpo....mica posso scegliere, io. Avessi a che fare con dei palati fini...macchè: sempre la stessa solfa: paella di qui, paella di là...la creatività dove la mettiamo? Se poco, poco provo ad usare una spezia nuova qui si alza un gran baccano....
Sei giorni su sei, chiuso qui dentro...senza moglie, senza figli...ecco che mi chiamano, devo iniziare a darmi da fare.
Oggi granchio...e poi? Come al solito il nulla....si arriva al quinto giorno che le verdure son finite, di fresco non c'è più niente...ecco delle pannocchie, meno male che i topi non le hanno fatte fuori...un po' di riso e il piatto è fatto...'azzo: il riso è finito!! E ora chi lo sente il capitano...che gli preparo? 
Non ho scampo: ho giusto un pacchetto di fideus...e fideus si beccherà...
Il piatto l'ho portato....mi preparo alle urla....ecco che chiama..."
Dopo qualche minuto: "Ho Santa Isabel....ma quanto bene mi vuoi? Allora le mie preghiere hanno funzionato: il capitano ha spazzolato tutta la "paella"...non c'è più nulla, vuole che vada a cucinare nel ristorante lì al porto...cambio vita: posso trovar moglie, aver dei figli...far felice la mia mamma!"

....ho fatto abbastanza training? 

E questa è la mia fideuà, di cui son fiera, fierissima...e per una volta metto da parte la modestia!C.


Cosa serve:

450g di spaghetti spezzati
4 pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
70g di granchio granciporro
4 pannocchie di mais precotte
1/2 cucchiaino di paprica dolce
un pizzico di pistilli di zafferano
sale
olio
coriandolo
zenzero-cannella-pepe nero

Brodo:

1 gallinella
1 triglia
2 pannocchie
1 cipolla
acqua-sale

Ajoli:

6 spicchi d'aglio
100ml olio evo
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino di aceto
succo di mezzo limone


Secondo le indicazioni di Mai ho preparato il brodo, ho tostato gli spaghetti e ho preparato il soffritto.
Per utilizzare il granciporro ho dovuto sbollentarlo per 5 minuti in acqua bollente, l'ho fatto in pezzi e poi l'ho usato secondo ricetta. Ho sbollentato 4 pannocchie di mais precotte per 15 minuti e le ho ritagliate a rondelle spesse.
Quando il soffritto ha cambiato colore e si è addensato ho aggiunto lo zafferano sciolto nel brodo, la paprica, un pizzico di cannella, uno di zenzero e del pepe macinato.



Ho versato il brodo, ho aspettato la ripresa del bollore e aggiunto la pasta, dopo 5 minuti ho aggiunto il granciporro fatto in pezzi e le pannocchie tagliate a rondelle. Continuato la cottura aggiungendo poco alla volta il brodo.  Ho aggiustato  di sale e spolverato con del coriandolo tritato.



Per l'ajoili ho schiacciato gli spicchi d'aglio, ho aggiunto il succo di limone, l'aceto e le uova e ho iniziato a sbattere con una frusta e poi lentamente (come quando si prepara la maionese) ho aggiunto l'olio a filo.

P.S.
Ringrazio Mai col cuore per avermi regalato una ricetta che non conoscevo e che è stata fonte d'ispirazione per un piatto che è venuto fuori veramente buono...tanto da vedere una viva gioia negli occhi dei coinquilini (sempre marito e figli...). Il grande capo vuole bissare stasera...forse troppo? 
O anche no...



...e questa volta ha voluto partecipare anche il mio piccolo...insomma sto cercando di corrempervi in tutti i modi!!!



Con questa ricetta partecipo con gioia all'MTChallenge

giovedì 21 marzo 2013

Croccante al cioccolato con ricotta

Eccomi! Ma che gioia, che gioia, che gioia...sono tra i vincitori del contest di Cristina e Sabrina!
E' stata una sfida che mi ha appassionato molto: sarà stato il cucinare cose nuove, sarà stata la loro simpatia...non so...c'è stato un feeling virtuale che mi "ha preso" in modo particolare...e un po' mi manca, mi manca soprattutto veder le facce disperate dei miei coinquilini (marito e figli...). 
L'altro giorno pollo alla piastra, stasera (visto il marito assente) una tazza di crema...a voi del web: inventate qualche altro contest che mi attiri così ritornano a mangiare...
Mi dispiace un po' per certe ricette, che secondo me erano grandiose....fatto sta che la mia scarsissima autostima mi ha fatto pensare che mi abbiano premiato soprattutto per l'impegno che ci ho messo (...preferisco restare nel dubbio....), ma alla fine poco importa: oggi me la son goduta...il sole, una gita inaspettata al mare, questa bella notizia....meglio di così! Vado a far la ninna contenta....C.



Cosa serve (ricetta presa da un vecchio numero de La Cucina Italiana):

150g di ricotta
150g di panna
150g di cioccolato fondente
125g di mandorle sgusciate
125g di nocciole sgusciate
70g di zucchero

Tostare le mandorle e le nocciole in forno a 180° per 4-5 minuti.
Sfornarle, tritarle grossolanamente e lasciarle raffreddare.
In un pentolino unire alle mandorle e alle nocciole il cioccolato e far sciogliere a bagnomaria mescolando.
Versare il composto su un foglio di carta forno, ricoprire con un altro foglio e stendere con un matterello. Far raffreddare e poi ricavare dei dischi con un coppapasta.
Lavorare con le fruste la ricotta e lo zucchero, incorporarvi la panna montata. Formare dei sandwich alternando i dischi di croccante con la mousse di ricotta. Far riposare in frigorifero per 3 ore prima di servirli.



Con questa ricetta partecipo fuori concorso al contest di Morena e mi raccomando: accorrete gente che è in scadenza!!!


...e partecipo, questa volta sul serio, al contest di Aboutfoodrecepies.

lunedì 18 marzo 2013

Vellutata di fagioli rossi con guacamole

....che noia, che barba: come tutti ho bisogno di tempo, più tempo, non riesco a postare né a cucinare (stasera per cena petto di pollo alla piastra: quasi un oltraggio....)....questo cavolo di tempo (che ci sta tutto per carità: è quasi quasi primavera) che fa sì che la volta che riesco a preparar qualcosa, poi non riesca a fotografarlo: già di partenza le doti scarseggiano, il cielo plumbeo rende tutto così triste...
Il sole di sabato me lo son preso tutto: finalmente son riuscita a lavorare in giardino: taglia, pota, brucia...mi piace lavorare fuori, con le piante e la terra come interlocutori...mi piace il loro modo di parlarti, la loro chiarezza: sanno farti capire i propri bisogni senza tanti giri di parole...ho troppa gente che mi parla intorno, troppe persone da sentire, con cui confrontarsi...a me piace star da sola, non parlare, mi piace mugugnare, non intavolare un discorso...meglio che metto un punto, anche perché per la mia scarsa capacità nell'esprimermi rischio di dir cose che non penso...

La vellutata di fagioli è di ieri, ho provato a convincere i piccoli a mangiarla: "Guardate che il fagiolo rosso era l'alimento base dei guerrieri aztechi", il piccolo saggio: "Infatti si sono estinti subito..."...a noi adulti è piaciuta...peccato non aver trovato un peperoncino veramente piccante: sarebbe stato perfetto! Notte C.



Cosa serve:

1/2 cipolla
2 spicchi d'aglio
1 cucchiaino di cumino in polvere
pepe
2 cucchiaini di paprika
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
400g di pomodori a pezzetti
400g di fagioli rossi secchi
1 avocado
1 lime
1/2 cipolla rossa
1 pomodoro
1 cucchiaino di origano
sale
olio

Il giorno prima mettere i fagioli in ammollo. Passate le 12 ore,  metterli in una pentola con acqua fredda e farli cuocere fino a quando non diventeranno teneri (circa 1 ora).
In una casseruola far appassire in un filo d'olio la cipolla e l'aglio tritati. Aggiungere il cumino, il pepe e la paprika. Cuocere per 2 minuti.
Unire il concentrato di pomodoro, l'origano, i pomodori, i fagioli e 8dl di acqua.
Far cuocere per circa 20 minuti dall'ebollizione. Lasciar raffreddare e poi con il mixer ottenere un composto senza grumi. Aggiustare di sale e pepe.
Per il guacamole. Sbucciare l'avocado, tagliarlo a cubetti. Schiacciarne metà con la forchetta, aggiungere il pomodoro tagliato a cubetti, la cipolla tritata e il succo di un lime.
Servire la vellutata con il guacamole.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta della Capra...


...e al contest de L'ennesimo blog di cucina

venerdì 15 marzo 2013

Costolette d'agnello con composta di rosa canina

Vi lascio giusto la canzone che mi ha fatto compagnia tutto il giorno, di quelle che ti spuntano per caso in testa e non ti mollano più e l'ultima ricetta per il contest DolcementeSalato....e con la carne ho dato, per un po' la lascio da parte che ho bisogno di un po' di pausa...
Mando un abbraccio grande alla socia che si allontanerà per un po' dalle cucine (forse...chissà), augurandole tutta la determinazione di cui so esserle capace....smack! C.


Cosa serve (per 1 persona):

2 costolette d'agnello
1 cucchiaio di bacche di rosa canina
50g cous cous
una manciata di pistacchi tritati
una noce di burro
sale
olio
1 cucchiaio di Composta di rosa canina Azienda Agricola Mariangela Prunotto


Preparare un infuso di rosa canina facendo bollire dell'acqua e versandola poi sulle bacche.
Lasciar riposare qualche minuto. Far raffreddare.
Lasciare le costolette a marinare all'interno dell'infuso per un paio d'ore.
Far bollire 40 ml d'acqua leggermente salata, versarla sul cous cous e coprire.
Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente. Scolare le costolette dall'infuso e farle scottare a fuoco vivace per pochi minuti. Salare.
Sgranare il cous cous con una noce di burro con l'aiuto di una forchetta. Incorporarvi i pistacchi tritati.
Con un coppapasta ottenere una base di cous cous su cui andranno messe le costolette.
Condire il tutto con la composta di rosa canina.





Con questa ricetta partecipo al contest DolcementeSalato

mercoledì 13 marzo 2013

Pollo ripieno di capperi...più o meno

Pesanti. Ci son giornate che non possono non essere definite così...
Giornate che già sai dal giorno prima che prenderanno una certa piega...che vorresti evitarti...ma non se po'...poi mi dispiace perché riverso le ansie sul marito, che è già abbastanza oberato per cavoli suoi; il nervoso sui piccoletti che non c'entrano nulla...ti rendi conto che dovresti far solo un bel respiro, fare un bel "Ohm", staccare il cervello dai problemi e vivere la vita nell'attimo...ma son tutto fuorché calma e meditativa, son fumantina e mi infervoro e non riesco a farmela passare a comando...e poi non è una giornata, sono due, sono tre...
Ho anche provato a fare un corso di meditazione anni fa: tutti seduti nella semioscurità a pronunciare l' "ohm"...mentre stavo lì sbirciavo gli altri e pensavo a come facevano ad essere tutti belli concentrati ed ispirati...sarò blasfema, ma anche a messa (quando ci vado...) mi succede la stessa cosa: non riesco a staccare, mi deconcentro...abbasso lo sguardo e mi soffermo sulle scarpe della vicina, mi chiedo cosa c'entrino quelle scarpe con colei che le indossa, inizio a farmi i filmini su che cosa nasconda in realtà la pia signora coi baffi che indossa un tronchetto con tacco a spillo 12 (son due volte che mi capita di averla accanto...) e così la messa, la preghiera perdono qualsiasi significato...mi perdo...come adesso...capacità di concentrarmi nulla...
Per cucinare un casino: ho tante idee, ma poco tempo per realizzarle...devo suddividere il lavoro in tappe...e il risultato lascia un po' a desiderare, non tanto per il gusto quanto per il discorso estetico: non c'è la testa, non c'è la calma e tanto viene perso per strada...
Ma gioisco per un sacco di altre cose...soprattutto per il nuovo Papa, che dal poco che ho sentito mi fa simpatia....staremo a vedere...
Notte serena a tutti C.



Cosa serve:

3 fettine di pollo
50g di burro morbido
1 cucchiaio abbondante di capperi Mediterranea Belfiore
sale
1 uovo
pangrattato
oidio per friggere


Tritate al coltello i capperi e, con l'aiuto di una forchetta, amalgamateli al burro. Formare un piccolo panetto e mettere in freezer per un paio d'ore.
Battete le fettine di pollo con un batticarne, dopo averle protette con della carta forno.
Prendere il panetto di burro, ritagliarne un rettangolino e metterlo al centro della fettina. Chiudere con degli stuzzicadenti. 
Sbattere l'uovo. Bagnare con l'uovo l'involtino, ripassarlo nel pangrattato a cui avrete aggiunto un po' di sale; fare una seconda impanatura e lasciar riposare in frigorifero per un paio d'ore.
Scaldare abbondante olio e friggere ad una temperatura di 170° per 5/6 minuti circa.










martedì 12 marzo 2013

Pollo al sesamo con salsa al kiwi


Verso l’ora di pranzo stavo scattando le foto per la ricetta mentre ero al telefono con una mia amica. Stavamo proprio parlando di fotografie quando ho sentito la mia voce pronunciare sovra pensiero: “aspetta un attimo che sto facendo delle foto romantiche al pollo”. In quel preciso momento, mentre finivo di dare voce a questo mia improvvisa confessione, mi ha assalito un’ inarrestabile risata. In effetti avevo allestito tutto con i fiori di pesco che mi ha regalato qualche giorno fa da mio padre, uno degli ultimi  romantici rimasti, e tutto il quadretto era assai tenero. Quando mi sono ripresa dalla crisi di risa mi sono giustificata con un: "beh, per quanto possa essere romantico un pollo, ovviamente", conservando per me quella scena tenera e un pelino imbarazzante nella quale mi ero trovata qualche istante prima. 
Per quanto riguarda la ricetta di oggi sono in un “periodo kiwi”. Colpa di una mia collega che me lo ha fatto assaggiare in insalata qualche settimana fa e da allora piazzo kiwi ovunque. Dato che l’abbinamento carne/frutta mi piace tantissimo (e ho scoperto che accomuna me e Cri), questo tentativo era obbligato. 
E per marzo ho dato. :-)

V.




4 sovraccosce di pollo
50 gr di farina di mais
2 cucchiai di sesamo
timo fresco
4 kiwi
1 limone
4 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiai di marsala
80 gr. di pancetta steccata tagliata in un’unica fetta
olio di sesamo

Impanate le sovraccosce precedentemente spellate con la farina a cui avrete aggiunto un pizzico di sale, il sesamo e il timo e disponetele in una pirofila antiaderente. Aggiungete poco olio ed infornate per circa 30/40  minuti in forno ventilato a 200°.
Nel frattempo preparate la salsa. Spellate i kiwi e tagliateli a pezzi grossi eliminando il bianco centrale. Cuoceteli a fuoco basso insieme allo zucchero, al marsala e alla scorza di limone intera che dopo toglierete. Soffriggete in un pentolino antiaderente la pancetta fino a che non risulterà croccante. Tagliate il pollo a listarelle e servite con la pancetta e la salsa di kiwi a parte.




lunedì 11 marzo 2013

Farinata di cavolo nero e...premi

Ringrazio Ilenia per avermi donato la ricetta...più che altro gliela ho estorta, ma mi attirava molto e avendola provata volevo condividerla soprattutto per il Vegetal Monday...i McCartney non è che mi stiano molto simpatici, ma la Capra si e trovo che il ridurre  (o meglio ancora eliminare) le proteine animali sarebbe buona cosa per tutti.
Non prendetemi in giro! Lo so che vi ho proposto frattaglie fino a ieri, ma vi assicuro che sono una vegetariana mancata...non voglio entrare nel particolare per non scatenare polemiche, ma quello che mi disturba di più è il modo in cui vengono allevati gli animali destinati al macello...non voglio dire che se vivessero liberi e felici sarebbe più giusto ucciderli, ma se vivessero liberi e felici e la sottoscritta fosse in groppa ad un cavallo con arco e frecce e andasse a procurarsi la cena non ci vedrei nulla di male...a livello di coscienza personale non vivo bene il delegare ad altri l'uccisione in modo tale da avere la sensazione di sentirmi meno in colpa, anche perché il pezzo di carne in se, distinto dall'animale intero è come se venisse spersonalizzato...sono riuscita a spiegarmi? 
Vado alla ricetta che è meglio...C.



Cosa serve:

600g cavolo nero
2 carote
2 coste di sedano (non lo avevo e quindi per me isba)
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
olio
sale
pepe
1 chiodo di garofano
200-250 g di farina gialla (ho usato quella del Molino Bauco)

Fare un soffritto con gli odori tritati, aggiungere il chiodo di garofano.
Cuocere per circa 10 minuti.
Pulire il cavolo nero, privarlo delle coste più dure e tagliarlo a striscioline sottili. Metterlo insieme agli odori e al concentrato di pomodoro. Aggiustare di sale e pepe. Coprire con acqua e far cuocere a fuoco lento per circa un'ora.
Passato il tempo togliere il chiodo di garofano (non l'ho trovato: sarà finito nella pancia di qualcuno...) e aggiungere la farina di mais. Lasciar cuocere lentamente fino a cottura della farina (circa 35-40 minuti).
Servire calda con un filo d'olio.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della capra


last but not least, con molto, molto ritardo ringrazio MartaLucia e Chiara che qualche giorno fa mi/ci hanno assegnato dei premi. Ho aspettato tanto perché non amo parlar di me...più che altro non ho il dono dell'eloquio, sono piuttosto "quella che ascolta", ho il ruolo di colei che le domande le fa, non le subisce....ho provato a delegare Vale, ma ha fatto orecchie da mercante (una rintuzzata ogni tanto gliela devo....manca la ricetta di Marzo e siamo all'11....) e, visto che non vorrei passare per quella che, come si dice a Roma, "se la tira",  sforzo le meningi e ci provo.


7 cose di me:

1. Curiosa...
2. ...sul muto andante...
3. ...finta socievole...
4. ...super ottimista...
5. ...volubile su tutto, tranne che sulle cose serie..
6. ...distratta...
7. sognatrice.
...seconda tappa..


1. Cucini più per dovere, più per passione o per lavoro? Siamo in cinque...quindi in cinque vanno sfamati, ma ci metto tutta la passione che posso.
2. Hai un lavoro che ti appaga o lo cambieresti? Il lavoro? Sto ricominciando da poco con qualcosa di completamente nuovo...ancora non posso rispondere!
3. Passeggi lungo la battigia di una spiaggia talmente bianca da accecare; semisepolta vi trovi la lampada di Aladino, la strofini e il genio si propone di esaudire un solo desiderio, quale? Continuare a vivere come vivo.
4. Qual è il tuo genere musicale preferito e il/la cantante o gruppo? Rock, blues...musica che ti da la carica. Il cantante preferito? Il grande Bruce!
5. Una caratteristica del tuo carattere che apprezzi. La curiosità.
6. Una caratteristica che vorresti poter cambiare. L'incostanza.
7. Stai camminando, inciampi in un sasso sporgente e cadi…dentro una favola. In quale favola e tu chi sei diventata…Pelle d'asino...la protagonista: non ho mai capito perché il padre la passi liscia: provvederei alla vendetta!
8. Una cosa “grande” che hai fatto per cambiare in meglio la tua vita. Avere il coraggio di fare una scelta...
9. Cosa continui a ripeterti “comincio da domani” e poi l’indomani non è mai quello buono?...scontata: leggere di più, studiare di più (tutto), mangiare di meno, fare più sport, andare a dormire prima..
10. Ti propongono una gita della durata di 3 mesi con la macchina del tempo; puoi solo andare da sola e  puoi scegliere l’epoca ma poi, una volta là, ti devi arrangiare e adattare per vivere. Accetteresti la sfida? In quale epoca andresti? Certo che accetterei...mi piacerebbe aver vissuto nel dopoguerra...
11. Preferisci mangiare i cibi dolci o quelli salati? Del salato non mi stanco mai.

Grazie a tutte e tre....i premi li mando virtualmente a tutti coloro che mettemmo passione nel proprio blog!

sabato 9 marzo 2013

Coniglio con confettura di fichi

Veloce, veloce che oggi siamo di festa...se penso a quello che dovrei fare in giardino: vorrei tanto potermi infilare un paio di guanti e iniziare a potare a destra e manca, questo accenno di sole fa proprio primavera!!
Ho mollato il fratellone scapolo a giocare coi bimbi e vi lascio al volo la ricetta di quello che ci siamo pappati due minuti fa...buona giornata C.



Cosa serve:

700g di coniglio tagliato in pezzi
1 cipolla
2 cucchiai di confettura di fichi Azienda Agricola Mariangela Prunotto
3 fichi secchi
1 fetta spessa di pancetta fresca
1/2 bicchiere di vino bianco
olio
sale
pepe

Accendere il forno a 180°.
Tritare la cipolla, tagliare a cubetti la pancetta e farli rosolare in una cocotte insieme a 3 cucchiai d'olio.
Quando saranno diventati morbidi, toglierli dal fuoco e mettere il coniglio. Far rosolare bene.
Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco.
Aggiungere la confettura e i fichi tagliati in pezzi.
Girare bene il coniglio, aggiungere mezzo bicchiere di acqua.
Chiudere la cocotte con il coperchio e mettere in forno per circa 40 minuti.




Con questa ricetta partecipo al contest di Arricciaspiccia

giovedì 7 marzo 2013

Lingua con Gelatina di Dolcetto


Come ho scritto nel post precedente, in questi giorni ho avuto un po' di difficoltà ad accedere al computer e ho sofferto un po'....Non una sofferenza esagerata, ma non credevo mai che questo blog mi potesse "prendere" tanto. Non sono un amante della tecnologia in generale, non amo particolarmente neanche la tv...ho sempre pensato che fosse meglio guardare il mondo dal vivo e ora, se non riesco a postare, a dare uno sguardo ai blog amici è come se mi sentissi un tantino persa...
Non credo che sia un colmare un vuoto: sono sveglia dalle 6 ed ho svolto tutti i ruoli che mi competono...donna lavoratrice, casalinga, madre e moglie....ora sono in pausa in attesa che arrivi Vale a cena (è giovedì....)...mi trovate una risposta voi?
Ci sono persone che se non "sento" per un po' di giorni quasi mi mancano...eppure non l'ho mai viste in faccia...resto un po' sconcertata anche perché ho sempre pensato che al di là dello schermo si possa impersonare qualsiasi ruolo, cambiare identità....ed invece mi fido di chi è dall'altra parte...strano meccanismo: c'è da indagare!!
Ma passiamo alle cose serie: avevo promesso una pausa da frattaglie e affini...ma avevo scordato questa lingua e visto che il contest di Arricciaspiccia è in scadenza vi tocca....buona serata C.





Cosa serve per una porzione:

120g lingua lessata e spellata
2 patate piccole
prezzemolo
sale
olio
2 cucchiaini di Gelatina di Dolcetto della Mariangela Prunotto

La preparazione della lingua la puoi trovare qui.
Lessare le patate senza buccia (non amo il sapore della terra), schiacciarle con la forchetta e condirle con olio, sale e prezzemolo tritato. Mettere le patate in forma e lasciarle in forno in modo tale che non si freddino.
Tagliare la lingua a listarelle e condirla con la gelatina precedentemente scaldata in un padellino.
Togliere le patate dal forno, metterle in un piatto e sopra disporre la lingua.




Ho servito con dei lampascioni fritti (si aprono come dei fiori...)






Con questa ricetta partecipo al contest Arricciaspiccia

martedì 5 marzo 2013

Ci vuole fegato...


...sono in un posto dove computer e cellulari non funzionano (al giorno d'oggi...in realtà ne sono felice!)...ma per oggi non potevo non scroccare  una connessione: l'ultimo giorno del quinto quarto e non potevo non concludere con qualcosa!
Per prima cosa ringrazio Cristina e Sabrina per avermi dato la possibilità di sperimentare cose nuove e mettermi alla prova...l'altro giorno con la lingua credevo di aver finito, ma poi sono arrivate loro con i commenti alla ricetta ed ho pensato che un ultimo sforzo potevo anche farlo...e in notturna è arrivata l'"illuminazione"...ho pensato alla Francia e al loro gelato al foi gras...e avendo iniziato coi fegatelli di pollo ho pensato di finire con questi...certo paragonare il nobile foi gras al povero fegatello...ma almeno il pollo non è morto ingozzato!
Quando la mattina ho comunicato la ricetta ai piccoli, il grande ha così commentato: "Questa volta papà fa le valigie..."...le valigie non le ha fatte e all'interno delle mura domestiche il successo è stato proclamato da un punteggio di 3-2: il marito, il grande e la piccola hanno gradito...il medio e la sottoscritta no...a voi l'ardua sentenza! Almeno non mi si può dire che non sia Revolution!!!Baci C.


Cosa serve per le brioche (ricetta presa con qualche modifica da www.fornelliprofumati.blogspot.it):

500g farina manitoba
230ml latte tiepido
30g di zucchero
1 bustina lievito in birra disidratato
80g di burro temperatura ambiente
25g lievito di birra
2 tuorli
1 cucchiaio di brandy
1 pizzico di sale

Quì, vista l'ora tarda, ho usato tutti i mezzi tecnici in mio possesso...
Versare nel boccale del Bimby il latte, il lievito e 1 cucchiaino di zucchero vel.3, 1 min. temperatura 37°.
Aggiungere il burro, i due tuorli e il restante zucchero a 37° vel.3 min. 1.
Aggiungere la farina, il sale e il brandy. Impastare 3 min. vel. Spiga. Formare 8 palle e 8 palline, assemblare la brioche mettendo la piccola sulla grande e far lievitare per un paio d'ore. In forno a 160° per 20 minuti.



Per il gelato al fegato:

100 g di fegatini di pollo
250ml di panna
100ml di latte
15g di zucchero
3 tuorli
una manciata di uvetta
sale
pepe
olio

Pulire i fegatini dal fiele e cuocerli velocemente in una padella antiaderente con un filo d'olio. Mettere il latte e la panna a scaldare. Passare il fegato al mixer. In una ciotola sbattere i rossi con lo zucchero. Mettere il fegato mixato nel composto di panna-latte scaldati, mescolare bene fino a quando il fegato si è ben amalgamato. Versare il composto sui gialli duovo, mescolare e rimettere sul fuoco fino a quando la crema non veli il cucchiaio. Passare al setaccio e mettere in freezer per una notte.
Al momento di servire scaldare le brioche, aprirle. Togliere il gelato al fegato 5 minuti prima, passarlo nel Bimby vel.7 per 20 sec. con un albume, due mandate di turbo e il gelato è fatto, aggiungervi l'uvetta ammollata in acqua. Farcire le brioche e servire.



Con questa ricetta partecipo, per l'ultima volta, al contest di www.insalatamista-poverimabelliebuoni.blogspo.it e www.lemadeleinediproust.blogspot.it (non riesco ad inserire i link!!)

lunedì 4 marzo 2013

Crumble di quinoa soffiata




L'endometriosi. In molti non sanno neanche di cosa si stia parlando. In effetti è una malattia subdola, di quelle in cui stai male ma nessuno lo vede...che a volte può essere una fortuna, ma altre può rendere la cosa più difficile....ti lamenti e ti dicono che sei esagerata, hai il ciclo doloroso e ti dicono che sei una rompiballe, provi per mesi ad avere un figlio e ti dicono di non pensarci: "Rilassati e vedrai che poi arriva"...poi ti rigirano come un pedalino e trovano che sei affetta da endometriosi. Il trattamento? Prevalentemente chirurgico...con il rischio di doversi operare più di una volta. Cos'è? Più o meno il formarsi di tessuto endometriale al di fuori dell'utero, eccessiva produzione che va a compromettere la fisiologica funzione dell'apparato riproduttivo.
Cura? Poco e nulla...si è visto che seguendo un'alimentazione particolare si può tenere a bada, soprattutto eliminando gli alimenti ricchi di fitoestrogeni (come la soia)...
Non ho possibilità di stare tanto al computer, spero di avervi fatto almeno venire la curiosità di approfondirte l'argomento...
Questa è una ricetta che potrebbe andare...buona giornata C.


Cosa serve:

2 pere
2 mele
50g ribes rossi
1 cucchiaio di zucchero di canna integrale
succo di limone

Per il crumble:

150 g di quinoa soffiata
80 g burro di mandorla
60 g zucchero di canna integrale

Accendere il forno a 180°.
Tagliare a cubetti le pere e le mele. Aggiungervi il ribes sgranato. Spolverizzare con lo zucchero di canna e il succo di limone. Mettere in una pirofila che possa andare in forno. Mischiare la quinoa con il burro di mandorle (basta frullare le mandorle fino ad ottenere una crema) e lo zucchero di canna. Mettere il composto sopra la frutta e infornare per 45 minuti circa.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta de La cucina della capra

venerdì 1 marzo 2013

Lingua so-so revolution su letto di pioppini

...oggi va meglio, vi posso anche raccontare cosa mi ha fatto tanto innervosire ieri: mio marito si è scordato di prendere un figlio da scuola...come avrete capito la mia vita ruota attorno ai piccoli mostri e quando mi è arrivata la telefonata dalla maestra che mi chiedeva gentilmente che fine avessi fatto mi è preso un colpo....alla fine la cosa si è risolta e lui si è giustificato con il dirmi di non sapere l'orario di uscita (!)...vabbè stupidaggini...è che stiamo mettendo su un'attività che mi porterà a stare meno a casa e la cosa mi crea un po' di angoscia perché mi piace avere tutto sotto controllo, soprattutto loro...a questo si aggiunge l'ansia per l'attività stessa visto il momento storico, ma come dice il detto? 
Chi non risica, non rosica...staremo a vedere...
Vi siete sentiti un po' persi senza le mie amate frattaglie? Dai che manca poco: tra qualche giorno il contest di Cristina e Sabrina avrà termine e mi prenderò un po' di pausa...
Non è una grande rivisitazione, è un modo diverso di proporre la lingua che spesso e volentieri viene servita solo sottoforma di lesso.
La lingua è uno di quei piatti che ricordo di aver gustato da bambina...e proprio a riguardo ho scoperto che quando metto il discorso sul quinto quarto (eh si: ne parlo anche!) in molti hanno ricordi dell'infanzia legati a questi piatti: il cervello fritto, le zampe di gallina rosicchiate con gusto, il "musso", la milza nel panino...purtroppo poi si cresce e si associa il disgusto per la cosa in sé ad un sapore sgradito e così non si ha più il coraggio di mangiare piatti un tempo amati...capita anche a voi? Notte C.


Cosa serve:

una lingua
3 patate
300g funghi pioppini
1 cucchiaio di farina
50g burro
vino bianco
una manciata di mirtilli rossi secchi
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
sale
olio

Per la salsa al vino rosso:

3 cucchiai di miele
1/2 l di vino rosso

Mettere dell'acqua in una pentola capiente insieme ad una carota, una costa di sedano ed una cipolla. Salarla leggermente.
Quando l'acqua inizierà a bollire aggiungervi la lingua precedentemente lavata e lasciar cuocere coperto per circa due ore.
Nel frattempo far sobbollire il miele in un tegamino finché sarà caramellato, unire il vino e lasciare che questo si riduca sul fuoco (deve raggiungere più o meno la consistenza del miele).
Estrarre la lingua dall'acqua bollente e spellarla (compito affidato a mia madre e ad una delle belvette che ha comunicato che da grande vuol fare il macellaio...). Tagliarla in fettine sottili.
Pelare le patate e tagliarle con la mandolina. Mettere dell'acqua sul fuoco, quando avrà raggiunto il bollore buttarvi le patate e lasciar cuocere per due minuti. Scolare e lasciar raffreddare su di un telo.
Accendere il forno a 220°.
Mettere a bagno in acqua tiepida i mirtilli.
Preparare i funghi. Dopo averli puliti, sciacquarli velocemente e asciugarli. Mettere in un tegame il burro e quando sarà ben caldo aggiungervi i funghi. Farli cuocere, dopo averli salati, fino a quando non avranno perso tutta l'umidità Spolverizzarli con la farina e bagnarli con mezzo bicchiere di vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, bagnare con un po' di acqua e far cuocere per circa un quarto d'ora. Aggiungervi i mirtilli rossi.
Disporre le patate sulla carta forno con un filo d'olio e metterle in forno fino a doratura.
Disporre sulle patate i funghi, le fettine di lingua e la salsa al vino...




Con questa ricetta spero di partecipare al contest di Cristina e Sabrina