lunedì 30 settembre 2013

Vegan burger per il vegetal monday

Ieri hai fornelli non mi sono applicata e il risultato è stato un pranzo veramente poco degno di nota...ma va bene così: pace...anche le food blogger possono sbagliare!! Ci sono giornate in cui già in corso di preparazione ti rendi conto che qualcosa non va, ma prosegui imperterrita proprio perché  per una volta pensi che non è importante, in cui preferisci non stancarti né stressarti ma goderti la giornata...è andata così e rimedierò la prossima volta! 
In cosa ho toppato? Una pasta e fagioli fatta a quattro mani (mai dividere il lavoro iniziato con altri!) in cui la pasta si è scotta assumendo l'aspetto "pastone da cani"...un secondo che doveva essere un hot pot e che sarebbe stato perfetto servito in una mensa di un ospizio! Sui dolci, invece, alla grande!
Di mio c'erano la caprese, la crostata e un crumble (quando si sta a dieta e si mangia solo la domenica ci si fa prendere un po' la mano!) e da parte degli ospiti (a cui non era stato richiesto: non sono psicologicamente deviata!): cannoli siciliani, cassatine e crostata con crema e fragoline di bosco...ovviamente sfondo totale e alkaseltzer prima di andare a dormire! Oggi era previsto un digiuno, ma come sempre mi capita dopo un giorno di abbuffate ho più fame del solito e così sono andata sul leggero con un hamburger di melanzane che (potere dell'illusione!) è stato divorato dai piccoli mostri! Notte cri


Per il pane tipo "arabo" (vedi qui):

150 g di farina manitoba

150 g di farina di grano tenero 00
190 ml di acqua 
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di sale
120 g di lievito madre
1 cucchiaio d'olio d'oliva extra vergine d'oliva


Oggi sono andata di Bimby! 
Inserire nel boccale il lievito con lo zucchero e l'acqua far andare per 1 minuto a 37°C a velocità 2. Aggiungere il sale e le farine far andare a Spiga per 6 minuti. Trasferire il panetto in una ciotola unta d'olio, farvi un taglio a croce sulla superficie e lasciare riposare fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto dividerlo in 6 parti e con  l'aiuto di un matterello ricavare dei dischi. Appoggiarli su una teglia rivestita da carta forno, coprire con un telo e lasciare riposare tutta la notte. 
La mattina dopo accendere il forno a 200°C e far cuocere per 10 minuti.


Per gli hamburger di melanzana:


3 melanzane

2 cucchiani di tahina
6 cucchiai di pan grattato
basilico
sale
fiocchi d'avena
sesamo
olio extra vergine d'oliva


Tagliare le melanzane a cubetti, inserirle nel cestello per la cottura a vapore e farle cuocere per circa 20 minuti (fino a quando saranno morbide). Passare al mixer 5-6 foglie di basilico, aggiungere le melanzane, la tahina e il pangrattato (se il composto dovesse risultare troppo morbido aggiungerne altro). Lasciare riposare in frigorifero per circa un'ora. Ricavare degli hamburger, passarli nei fiocchi d'avena e nei semi di sesamo e farli dorare in una padella con un filo d'olio d'oliva.

Servire gli hamburger all'interno del panino con insalata, pomodori e carote grattugiate. Accompagnare eventualmente con della senape di Digione.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta della Capra...



Con esta receta participo en el  Reto de Septiembre de Cocineros de Mundo en Google+ en el apartado de Salado.


Cocineros de Mundo

giovedì 26 settembre 2013

Raviole del plin grasse? Magre? No: povere...

Con le ricetta della sfida di settembre ci siamo scoperte/ti tutti sfogline...e, come sempre, ho imparato...
Una sola impasse confusionale: ma le raviole o i ravioli vanno considerati piatto ricco o povero?
Sicuramente piatto da festa o da domenica coi parenti, quindi in linea di massima ricco...ma in realtà gli ingredienti che possono essere utilizzati sono talmente vari che anche con poco si può fare un grande piatto.
Per arrivare a questa versione ho seguito un mio processo mentale...che ora, per la gioia di tutti voi, illustrerò!!
Son partita dal nome: raviole...quindi femmine...quindi terra...quindi madri...povere (perché per me son povere...non le madri: le raviole!) e mi è venuta in mente la storia dei sassi che mi raccontava la nonna. Ve la evito? No: vi faccio un rapido sunto.
La versione che conosco, ma so che c'è ne sono altre,  parla di una vecchina che per sfamare i suoi concittadini durante la guerra mette sul fuoco al centro del paese una pentola piena d'acqua e sassi ...i curiosi cominciano ad avvicinarsi e lei con nonchalance dice:
-"Certo che se ci fosse una patata diventerebbe più saporita!"...ed ecco spuntare una patata. 
-"Certo che se ci fosse una cipolla avrebbe quel tocco in più"...e spunta la cipolla...
così di seguito fino a quando non viene fuori una vera minestra...grazie all'aiuto di tutto il villaggio. 
Più sintetica di così non si può...
E quindi mi sono immaginata di esser una contadina, di avere del vino (quello c'è sempre), qualche uovo, due patate, delle cipolle e della ricotta messa al forno per l'inverno...
Con pochi ingredienti è venuto fuori un piatto di cui sono rimasta, sinceramente,  soddisfatta...notte cri




Per la sfoglia (Alessandra: il suggerimento è stato colto al volo):

200 g di farina di grano tenero 0
2 albumi
60 ml circa di Grignolino

Per il ripieno (che può esser considerato una genovese senza carne con l'aggiunta delle patate):

2 patate medie
500 g di cipolle tipo borettana (quelle piatte con la pellicina dorata)
4 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
ricotta al forno
rosmarino
sale

Per la cottura:

1 l di Grignolino
500 ml di acqua


 Preparazione fondo di cottura:

Mettere a bollire il vino con l'acqua fino a quando non si sarà ridotto della metà.

Preparazione della sfoglia:

Disporre la farina a fontana, mettervi al centro gli albumi e il vino rosso Aggiungerlo poco alla volta e se fosse necessario aumentare le dosi) e iniziare a lavorare fino ad ottenere un composto sodo ed elastico. Far riposare coperta con un piatto per circa mezzora.

Per il ripieno:

Tagliare a cubetti la patata e farla cuocere sul fuoco con un filo d'olio e del rosmarino.
Pulire le cipolle, lasciarle in acqua fredda per circa un'ora e tagliarle a fettine sottili.
Versare 3 cucchiai d'olio d'oliva in una padella e quando sarà ben caldo aggiungere le cipolle. 
Far cuocere fino a quando non si saranno ammorbidite. Spegnere il fuoco e far riposare per una decina di minuti. Aggiungervi un bicchiere d'acqua e lasciar cuocere per una mezzora facendo attenzione a non farle attaccare.
Schiacciare le patate e una parte delle cipolle insieme. Aggiungervi della ricotta passata alla grattugia. Aggiustare di sale. Far raffreddare.
Stendere la sfoglia e disporvi delle noccioline di ripieno, ripiegare la sfoglia, pizzicare tra una raviola e l'altra e tagliare con la rondella zigrinata (uno sguardo al video di Elisa è di grande aiuto).
Far cuocere le raviole nel fondo di vino, servire con le cipolle rimaste e la ricotta grattugiata sopra.




Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre

mercoledì 25 settembre 2013

Involtini "srotolati" per the recipe-tionist

Questo mese per il The recipe-tionist tocca a Mai...l'idea di questo gioco mi è sempre piaciuta. 
Il blog è nato anche con l'intenzione di trovare ispirazione quando non si ha proprio voglia di pensare a cosa cucinare. Credo che capiti ad ogni massaia: non è tanto il preparare quanto stilare il menu. 
Se a me la domenica venisse consegnato un menu da seguire alla lettera sarei felice! 
Internet ti aiuta proprio in questo: spesso e volentieri faccio un elenco degli ingredienti che ho in casa, li inserisco nel motore di ricerca e vedo cosa viene fuori...qualcosa da mettere in tavola spunta sempre! Questo il caso degli involtini di Mai: stessi ingredienti, eccezion fatta per le olive verdi al posto delle nere e per la preparazione...scarseggiando il tempo li ho trasformati in straccetti, ma il risultato è stato più che apprezzato! Cri


Cosa serve:

500g di straccetti di vitello
1 zucchina grande o due piccole
8 foglie di salvia
8 olive verdi denocciolate
4 fette di speck
50 g di parmigiano
1 spicchio d'aglio
300 g di pomodori a dadini

1 cucchiaino di zucchero di canna
olio extra vergine d'oliva
sale



Lavare la salvia e la zucchina, asciugarle e passarle nel mixer insieme alle olive, allo speck e al parmigiano.
Mettere in un'ampia padella dell'olio con lo spicchio d'aglio ed aggiungere la carne "stracciandola" insieme al trito. Far cuocere a fuoco vivace per qualche minuto facendo attenzione a non farla attaccare. Aggiungere i pomodori a pezzetti. Salare ed correggere l'acidità del pomodoro con il cucchiaino di zucchero.




Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di settembre con una ricetta di Mai.

martedì 24 settembre 2013

Pastiera "contaminata" alla quinoa

Impossibile non partecipare ad un contest organizzato da Vaty!
Spero di non scatenare ire furibonde da parte dei partenopei doc (Vale: difendimi tu!!)...di sicuro con la pastiera originale non è che una lontanissima parente, ma la mia tester campana ha approvato...anche se, a pensarci bene, lei non l'ha mangiata!! E' stata apprezzata solo dai figli e dal marito: meglio di niente!
Mi auguro che lo chef Chicco Coria sia altrettanto clemente! 
Non so se qualcuno lo sa, ma il 2013 è stato dichiarato dall'ONU Anno Internazionale della quinoa.
"Appartiene alla famiglia delle chenopodiacee, come gli spinaci e la barbabietola, è una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti e produce una spiga ricca di semi rotondi, simili a quelli del miglio. Si utilizza in grani in alternativa ad un normale cereale, al posto del riso, del couscous o del miglio. E' ottima nelle zuppe, nelle insalate fredde e nelle crocchette"(www.altromercato.it).
Viene coltivata principalmente in Bolivia ed è un alimento ricco di sostanze nutritive e privo di glutine.
Oltre al chicco viene commercializzata anche sotto forma di pasta e di farina.
Ha un sapore particolare, che personalmente definisco di "crudo", ma a me piace molto e in questa versione non stona per niente! Cri


...Vaty: il fiore giusto per te!!

Pasta frolla.

250 g di farina di grano tenero 00
110 g di zucchero
125 g di burro a temperatura ambiente
1 tuorlo
1 uovo
scorza di limone grattugiata

Per il ripieno.

250 g di ricotta di pecora
250 g di zucchero
2 uova
1 tuorlo
100 g di quinoa
100 ml di latte
30 g di burro
1 pizzico di sale
cannella-semi di vaniglia-acqua fiori d'arancio

Per la pasta.

Disporre la farina a fontana. Mettervi al centro il burro tagliato in pezzetti, le uova, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata. Impastare velocemente fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo. Lasciare riposare in frigorifero per mezzora.

Per il ripieno.

Portare ad ebollizione dell'acqua. Raggiunto il bollore farvi cuocere la quinoa per circa 20 minuti. 
Una volta scolata aggiungervi il latte, il burro e un pizzico di sale e riportare sul fuoco facendo cuocere lentamente fino a quando si sarà asciugato tutto il latte, facendo attenzione che non si attacchi.
Frullare lo zucchero con le due uova e il tuorlo. Aggiungervi la ricotta e per ultima la quinoa cotta. 
Aromatizzare a piacere con la cannella, l'acqua di fiori d'arancio e i semi di vaniglia.
Imburrare una teglia, infarinarla e stendervi la pasta frolla. Aggiungervi il ripieno e completare con le classiche strisce.
In forno a 180 °C per circa 50 minuti. Una volta che la superficie si sarà dorata spegnere il forno e lasciar raffreddare all'interno. Consumare dopo un giorno di riposo.




Con questa ricetta partecipo al contest di Vaty.





domenica 22 settembre 2013

Raviole col plin alla cacciatora: due MTC in uno e passa la paura!

MTC di settembre: le raviole col plin di Elisa...meglio di così?
Questa è la prima versione, quella che mi è venuta subito in mente dopo aver scoperto la ricetta del mese...su l'altra mi sto arrovellando: chissà che ne uscirà fuori.
L'Imperia ha ripreso vita e lo scoprire che alla fine non è che ci voglia poi così tanto a "sfogliare" ha fatto sia che sto raviolando a più non posso!
Impastare, tirare la sfoglia, preparare il ripieno fa molto famiglia...e son contenta di aver rispolverato il gesto.
Unico neo è la presenza dei piccoli mostri che alla vista della manovella e di un impasto sono andati in visibilio e così oltre ai plin tanti quadrucci e maltagliati per le minestre dell'inverno!
Forse ho giocato sporco sfruttando come ripieno la ricetta di un MTC di qualche tempo fa...ma almeno ho recuperato un'altra e-saltata e soprattutto ho imparato a fare il coniglio alla cacciatora come si deve, tanto che è stato gradito anche dal gigante peloso che lo odia con tutto il cuore.
...così, tanto per scaldarmi le mani, ecco i miei plin! Cri


...mi sembrava un giusto equivalente di misura...



Per la sfoglia:

200g di farina di grano tenero 0
1 tuorlo
2 uova grandi

Per il ripieno (la ricetta è di Ginestra):

1/2 coniglio tagliato in pezzi
1/2 cuore di sedano 
2 carote 
1 cipolle
2 spicchi d'aglio
250 ml di vino rosso secco
olive verdi
1 chiodo di garofano
2 foglie di alloro
timo-origano-rosmarino
capperi dissalati
sale
olio d'oliva

Per per preparare la sfoglia.

Disporre la farina a fontana, rompere le uova al centro ed iniziare a lavorare incorporando la farina poco alla volta. Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto elastico ed omogeneo.
Avvolgere con la pellicola e lasciare riposare per circa mezzora.

Per il ripieno.

Lavare il coniglio sotto l'acqua, asciugarlo e mettere i pezzi in un singolo strato all'interno di un recipiente. Spezzettarvi sopra gli aromi: il timo, l'origano, il rosmarino, l'aglio, il chiodo di garofano intero e le foglie di alloro. Ricoprirlo col vino e lasciarlo marinare per 4-5 ore (nel  mio caso l'ho lasciato tutta la notte).
Nel frattempo pulire e tagliare a pezzettini il sedano, le carote, l'aglio, tritare la cipolla e far rosolare il tutto con abbondante olio d'oliva (circa mezzo bicchiere). Dopo cinque minuti aggiungere le olive denocciolate e i capperi.
Trascorso il tempo della marinatura prendere ogni singolo pezzo di coniglio, asciugarlo, infarinarlo e sigillare la carne in un tegame con un filo d'olio d'oliva.
Quando tutti i pezzi saranno rosolati e dorati sfumare con parte del vino della marinata dopo averlo filtrato con un colino. Unire il soffritto, salare e cuocere a fuoco basso fino a quando la carne non risulterà tenera (eventualmente aggiungere dell'acqua tiepida).
Eliminare tutte le ossa, prelevare la carne e passarla al mixer con parte degli odori.

Realizzazione delle raviole:

Consiglio di andare a vedere il video che è "illuminante". Stendere la pasta con la sfogliatrice. 
Con l'aiuto di due cucchiaini formare delle nocciole di ripieno che andranno poste in fila sulla sfoglia. Piegare la sfoglia e pizzicare tra una pallina e l'altra, infine con l'aiuto della rotella dentata ottenere i piccoli ravioli.

Cuocere in abbondante acqua salata.
Per il condimento: prelevare metà del fondo di cottura rimasto passarlo al mixer, unirvi la parte rimasta intera e condirvi le raviole.




Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre.

venerdì 20 settembre 2013

Ravioli con spatola, patate e fichi su crema di fagioli e ficotto.

Chi mi conosce lo sa: ogni promessa è debito...e questo è il risultato!
Purtroppo non ho fatto in tempo ad iscrivermi ad Io Chef , il concorso organizzato in occasione del 27° Congresso Internazionale della Federazione Italiana Cuochi organizzato dall'Unione Regionale Cuochi Lucani per sensibilizzare l'attenzione sulla pesca sostenibile e il pesce lucano.
Visto che a me quello che diverte è cucinare, ho proposto a Teresa De Masi di poter partecipare con una ricetta fuori concorso. Purtroppo gli ingredienti che ho trovato sono pochini...ma mi accontento! 
La scelta è ricaduta sulla spatola, che da tempo avevo messo da parte dopo una brutta esperienza con l'anisakis, ma avendo capito che basta acquistarla già sviscerata (e nel caso del crudo utilizzare l'abbattitore) ho deciso di testarla un'altra volta e il risultato non mi ha deluso. A voi l'ardua sentenza! Notte Cri.



Per la sfoglia:

200g di farina di grano tenero 0
2 uova

Per il ripieno:

200 g di spatola
olio extra vergine d'oliva 
ficotto
1 patata lessa
3 fichi

Per la crema di fagioli:

150 g di fagioli tipo tondino bianco
1 cipolla
olio extra vergine d'oliva



Per la sfoglia:

Fare la fontana con la farina, rompervi le uova al centro ed iniziare a lavorare fino a d ottenere un composto elastico. Lasciar riposare coperto per circa mezzora.

Per il ripieno:

Lasciar marinare la spatola con dell'olio d'oliva e del ficotto (circa 1 cucchiaio) per 5-6 ore.
Passato il tempo della marinatura trasferire in una padella e far cuocere a fuoco vivace per 6-7 minuti.
Privarlo della pelle e delle lische e schiacciarlo insieme alla patata ed ai fichi. Aggiustare di sale.

Per la crema di fagioli. Dopo aver tenuto i fagioli a bagno per una notte, lavarli e  portarli a cottura in acqua bollente. Conservare dell'acqua di cottura.
Tritare la cipolla e farla soffriggere con l'olio d'oliva. Aggiungere i fagioli, lasciare insaporire e far cuocere per una decina di minuti. Salare. Eventualmente aggiungere dell'acqua di cottura. 
Passare al mixer ed ottenere una crema tipo vellutata. 

Preparare i ravioli. Stendere, con l'aiuto della macchinetta, una sfoglia sottile ed allinearvi delle palline di composto. Sovrapporre un'altra sfoglia e con la rotella della pasta ed ottenere dei ravioli.
Far cuocere in acqua bollente salata per 4 minuti circa. Servire sulla crema di fagioli con alcune gocce di ficotto.




Questa la mia proposta fuori concorso per Io Chef

lunedì 16 settembre 2013

Pane alle nocciole

Le vacanze finiscono per tutti anche per la mia pasta madre schiaffata in freezer a luglio e ritornata nelle mie mani bella pimpante e pronta a mettersi all'opera. 
Ho subito trovato una ricetta per metterla al lavoro e per farmi perdonare l'errore di qualche giorno fa. 
Decisa a contribuire anch'io all'iniziativa di Salutiamoci ospitata questo mese da Sabrina, "amica" virtuale, la settimana scorsa ho proposto una ricetta...bella carica di "schifezze", subito redarguita (in maniera super amichevole!!) sono andata bene a leggere la tabella degli alimenti permessi e in effetti non avevo proprio colto il senso della cosa, benché altre volte fossi andata a far visita al blog di Salutiamoci avevo completamente rimosso...
Chiedo scusa e consiglio a tutti di andare a dare uno sguardo, prestando più attenzione della sottoscritta!! Cri



500 g di farina di grano tenero 0
150 g di pasta madre
150 g di nocciole sgusciate e spellate
1 rametto di rosmarino
2 cucchiai di semi di sesamo
3 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di malto d'orzo
sale

Disporre la farina a fontana e mettervi al centro la pasta madre, il malto, 1 cucchiaio d'olio e 250 ml di acqua tiepida. Salare e lavorare fino ad ottenere un impasto sodo. Formare una palla e farla riposare coperta per circa 1 ora (o comunque fino al raddoppio).
Tritare le nocciole, riprendere la pasta e lavorarla brevemente incorporandovi la frutta secca e il rosmarino tritato. Dividere l'impasto in cinque parti, sistemarlo in una teglia quadrata leggermente unta d'olio e lasciar riposare fino al raddoppio. 
Cospargere con i semi di sesamo ed infornare a 220 °C per 30 minuti circa.


Con questa ricetta partecipo volentieri al progetto di Salutiamoci ...


...approfitto e partecipo anche alla raccolta della Capra!

domenica 15 settembre 2013

Cake è...leggi un post e nasce una merenda

Qualche giorno fa ho letto il post di Rossdibi e accolta la sfida ho pensato di dare il mio piccolo contributo.
L'idea nasce dalla presentazione di un libro, Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente, libro nato per caso tra i banchi di un charity shop.
Scovato un vecchio quaderno di ricette, Manuela de Leonardis ha deciso di trasformarlo in libro.
Il ricavato delle vendite andrà a Bait al Karama , Casa della Dignità, una cooperativa di donne palestinesi il cui obiettivo è trovare nuovi posti di lavoro per le donne nella città di Nablus. 
Ho pensato a quelle donne, alla difficoltà che incontrano per portare avanti un progetto...perché se è difficile qui, non ho idea di quanto lo sia lì...alle battaglie combattute per ottenere anche un solo passo avanti. 
La cucina, il cucinare, è spesso un mezzo per avvicinare chi è estraneo a noi e così, per sentirmi più vicina a loro laggiù vi lascio la mia interpretazione della Cake! Notte cri


6 uova
300 g di burro a temperatura ambiente
400 g di zucchero
400g di farina
2 cucchiai di lievito in polvere
120 g di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria
2 tazze di uvetta ammollata in acqua tiepida
frutta secca

Per le pere sciroppate:

6 pere tipo William
300 g di zucchero
800 ml acqua

Preparare le pere. Portare ad ebollizione l'acqua con lo zucchero. Nel frattempo sbucciare le pere, lasciandole intere, eliminando solo una piccola fettina alla base in modo tale da farle tenere in piedi da sole. Aggiungerle allo sciroppo e lasciar bollire per circa 15 minuti.

Preparare la cake. Sbattere, con l'aiuto di una frusta,  il burro con lo zucchero. Una volta ottenuta una crema aggiungere un uovo alla volta. Unire al composto il cioccolato fuso, la farina setacciata insieme al lievito e la frutta secca (nel mio caso noci e nocciole) con l'uvetta.
Imburrare una teglia e versarvi il composto. Togliere le pere dallo sciroppo ed inserirle all'interno della teglia. Mettere in forno a 170 °C per circa 1h e mezza (fare la prova stecchino).





Con questa ricetta partecipo al contest di Machetiseimangiato.







venerdì 13 settembre 2013

Soufflé glacé e litigi in cucina..

Una volta a settimana si consuma all'interno della nostra cucina una tenzone tra la sottoscritta e il marito peloso che si trasforma in chef. Sarà per deviazione professionale, ma il mio lui ha la tendenza a scambiarmi per la piccola aiutante di Babbo Natale, del tipo: "Mi passi la forchetta? Mi potresti tagliare la cipolla? Mi aiuti a portare la pentola?"....ma se cucino da sola non faccio prima?
Il tutto condito da sbuffi di fatica, stiracchiamenti per alleviare i dolori alla schiena, sudore che scende inesorabile...a cui va ad aggiungersi il mio malumore crescente a causa delle quantità di cibo preparate: siamo cinque, di cui la sottoscritta a stecchetto (ci si prova) e tre piccoli mostri....viene cucinato per dieci! Il che comporta, oltre ad uno spreco di cibo, anche un gran uso di pentole, pentoloni e pentolini....Ma la colpa è mia: dovrei darmi alla macchia appena percepisco il pericolo!
Posto di corsa questo soufflé perché qui inizia a far frescolino...e se continua così meglio una cioccolata in tazza! Notte cri


La ricetta è di Loredana che come al solito la spiega meglio di me...

Soufflé glacé al pistacchio in bicchierini di cioccolato

250 g di yogurt bianco
3 albumi (circa 100 g)
200 g di zucchero a velo
100 ml di acqua per lo sciroppo
200 ml di panna montata
2 cucchiai di pasta al pistacchio
bicchierini di cioccolato

Montare gli albumi. Preparare uno sciroppo con lo zucchero a velo e l'acqua. Bisogna farlo sciogliere a fuoco lento fino a quando non sarà diventato piuttosto denso.
Versare lo sciroppo sugli albumi continuando a sbattere fino a quando non si sarà raffreddato. Mettere in frigorifero.
Unire lo yogurt alla panna montata ed aggiungere la pasta al pistacchio, incorporare gli albumi.
Versare nei bicchierini su cui avrete arrotolato della carta forno come se doveste prolungarli,  mettere in freezer. Lasciarli rapprendere per almeno 6 ore. Prima di servire rimuovere la carta, decorare a piacere e servire.




..visto la mancanza di idee durante l'estate l'MTC mi è venuto in soccorso!

martedì 10 settembre 2013

Danubio piccante...piccante nel senso di piccante, non osè!

Titolo infelice...ma son spiritosa dentro, non posso farci nulla! Soprattutto dopo una normale giornata romana: coltello tra i denti dalle prime ore del mattino per accaparrarsi il centimetro lasciato libero dalla macchina davanti....Noooo: nel mio caso il coltello lo tiro fuori per altro...ma ci fate caso a quanto siano tutti agguerriti? Poi la faccia: perché nel profondo vorrebbero sfondarti la macchina e vederti schiacciato, ma nel frattempo fanno i vaghi, i finti indifferenti, come se non stessero affatto pensando a te...considerazioni stupide del primo giorno di traffico.
Oggi danubio...e nel momento di postare (due minuti fa) ho pensato: ma da dove viene? Che origini ha?
Da ignorante come sono credevo avesse delle origine nordiche, invece è un rustico straitaliano e per di più di origini partenopee..ho trovato un articolo su cookaround che mi ha "illuminato"!
Diverse teorie sull'origine di questo piatto. Quella "partenepoea" che vuole sia stata la zia di Mario Scaturchio, titolare dell'omonima pasticceria napoletana, ha darle vita...e viste le sue origini austriache il nome venne di conseguenza.
L'altra teoria ha basi molto più romantiche legate all'amore (sempre che lo sia stato) tra Ferdinando I di Napoli e Maria Carolina di Asburgo-Lorena sposatesi nel 1768. Unione che "contaminò" la cucina locale con influenze viennesi. In Austria, infatti, vi sono tracce " di un dolce chiamato "buchtein" (di origini boeme) che ha la stessa struttura del danubio, è cioè costituito da una serie di “focaccine” ripiene di “powidl” di prugne, una confettura preparata senza aggiungere zucchero, messe le une accanto alle altre in una pirofila a cuocere, e che lievitando diventano una torta unica" (cito l'articolo direttamente!).
Finito il copia incolla vi lascio alla mia versione piccante in quanto all'interno ho deciso di utilizzare i peperoncini ripieni di tonno comprati in Calabria e prossimi alla data di scadenza: mi è sembrata una giusta fine per farli fuori! Cri


Visto che son pigra e la ricetta è descritta alla perfezione la copio para-para...ma andate a dare uno sguardo anche da Tery che ha aggiunto anche foto che posso esser d'aiuto.

500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80gr di strutto
20gr di burro


Procedimento:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungere la farina e iniziare ad impastare.
Unite l'uovo interno e 2 tuorli (uno tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento.
A questo punto aggiungere l'ultimo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all'impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite lo strutto e il burro e impastate fino a che non siano completamente assorbite.
A questo punto continuate ad impastare fino a che l'impasto non sia incordato.
Per rendervi conto vedrete che man mano l'impasto diventerà liscio, lucido e pulirà la ciotola.
Quando arriverete a questo punto fate la prova del velo, cioè staccate un pezzetto e stendetelo finchè non riuscirete a vederne la trasparenza. Se si rompe prima di arrivare a questo punto dovrete continuare ad impastare.
Quando l'impasto sarà incordato mettere a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Trascorso il tempo necessario (circa 2 ore), sgonfiate l'impasto e formate un salsicciotto. Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l'uno, schiacciateli  con le mani per formare dei dischi e porvi al centro il ripieno (in questo caso il peperoncino).
Chiudete i dischi sigillandoli sul fondo in modo da formare un paninetto. Nel sigillare, cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio. 

Formate tutte le palline, imburrate una teglia da 28 cm e disponete i paninetti vicini, ma non attaccati. Far lievitare fino al raddoppio in forno tiepido.Spennellate con del latte o con del tuorlo sbattuto per un effetto più colorito e infine procedere alla cottura  in forno caldo a 220° per 10-15 minuti. 

Nel blog di Tery c'è anche tutto la spiegazione per l'impasto a mano.


...sempre per l'MTC!

lunedì 9 settembre 2013

Rientro "a bomba" con colazione "leggera" per il primo giorno di scuola: torta di crêpes alla crema gianduia


Dopo una lunga assenza eccomi di nuovo tra voi!! Felici, eh?
Vacanze godute fino agli sgoccioli e pessimo umore fino ad un minuto fa! 
E' sempre la stessa storia: non riesco ad accettare per nessun motivo al mondo il rientro alla normalità. Mi prende un'angoscia terribile, un malumore persistente che mi trasforma in un erinni assetata di sangue...ma ci vuole poco: 8-12 ore e passa tutto! Vivo male l'assenza che sarà: il veder poco mio marito e il saperlo poco a casa per i bambini...c'est la vie!
Settembre grande mese. Il mese della progettualità, delle buone intenzioni, dei "farò"...
Si parte da un: "Trasferiamoci, cambiamo vita, lavoro, paese"...nottate passate al computer a scegliere un terreno da comprare (quasi sempre decidiamo di darci alla vita bucolica), a studiare la location, le scuole per i bambini...poi, piano piano, tutto rientra nella norma, la vita ci assorbe e dai grandi progetti si passa al tentativo di realizzare almeno quelli basic, tipo "quest'anno pianificherò tutti i pasti della settimana, così da fare una spesa intelligente e senza sprechi"...ma tanto non riesco neanche in questo!
Propositi per l'intelletto: devo migliorare le lingue, leggere di più, imparare la Divina Commedia a memoria (chissà poi perché)...che si riducono ad uno sguardo alle riviste in bagno (magari: coi figli che chiamano non è possibile neanche quello!) e propositi per il corpo: dieta, sport e roba varia...e qui stendo un velo pietoso che tanto non ottengo mai nulla!
Primo giorno di scuola e la tristezza mi attanaglia...la sveglia all'alba, le corse, e "che sport fa tuo figlio?Che lingua studia? Che strumento suona?", il confronto con le mamme wonder woman (quelle che fanno tutto ma proprio tutto meglio di te e non sono mai stanche)...uff!
Per i piccoli mostri, solo per loro che domani è lunedì (vd dieta), ho preparato una colazione leggera leggera...spero non si sentano male! Buona giornata e godetevi questo spettacolo grottesco che mio marito ha voluto a tutti i costi postassi! Cri

















Crêpes (per la ricetta date uno sguardo a Giuseppina che è molto più precisa di me)

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale 
30 gr di burro chiarificato per cuocere



Sbattere le uova in una terrina con le fruste (dopo averle sgusciate!), aggiungervi la farina setacciata ed il latte/acqua, mischiare fino ad ottenere una pastella molto fluida. Aggiungervi il sale e lasciar riposare per un'ora.
Prendere due padelle (ne uso due, ma va benissimo una sola). Scaldarle ed ungerle col burro chiarificato con l'aiuto di un pennello in silicone. Versarvi un mestolino di pastella, girarla fino a coprire tutta la superficie. Non appena si staccano i bordi girarla sull'altra padella e farla cuocere dall'altro lato.

Pasta di nocciole (presa qui):

nocciole

Crema gianduia spalmabile da una ricetta di Luca Montersino (presa da qui):

150 g di cioccolato al latte
135 g di pasta di nocciola (ricetta più sotto)
21 g di burro liquido
21 g di olio di riso
6 g di cacao amaro



Per la pasta di nocciole. Prendere delle nocciole, ne ho usate 150 g, e farle tostare in forno a 200° per circa 10 minuti. Nel mio caso avevano la pellicina e quindi le ho passate in uno straccio strofinandole per eliminarla. Una volta fredde passarle in un mixer fino ad ottenere una pasta.


Per la crema gianduia.
Sciogliere il cacao in polvere nell'olio di riso. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Aggiungere all'olio in cui si è sciolto il cacao il burro liquido, la pasta di nocciola e il cioccolato sciolto. Far sciogliere rapidamente in un bagnomaria con acqua e ghiaccio fino a raggiungere la temperatura di 22°. Trasferire in un vasetto ed utilizzare.




Per comporre la torta alternare una crepe ad uno strato di crema gianduia. Decorare con uva, nocciole, mandorle e noci.



...anche se i tempi son scaduti...questa è per le E-Saltate!