giovedì 31 ottobre 2013

Fave dei morti e la mia piccola battaglia contro Halloween

Sono classe 1974 e quando ero bambina di Halloween non c'era traccia...almeno qui nell'italico suolo e, in linea di massima, sono cresciuta abbastanza serena e se qualche turba persiste nella mia persona non è certo dovuta ai mancati festeggiamenti del 31 ottobre! 
Ora mi ritrovo con tre figli piccoli che si stanno preparando da un mese circa a questo evento...o per dirla più chiaramente che vengono preparati: si perché a scuola è una festività di tutto rispetto. 
Poi chiedi ad un bambino (ma probabilmente anche ad un adulto): "Perché domani non vai a scuola?"...ci fosse una volta che la risposta è: "Per festeggiare i Santi". 
Non voglio farne un discorso di credo religioso, piuttosto mi piacerebbe che ci riappropiassimo delle nostre usanze. La festa dei morti fa parte della nostra cultura,  si è sempre festeggiata ma non vestendo i bambini con maschere da scheletro e le bambine da streghette maliziose. 
Ogni regione ha il suo modo: i morti che vengono a trovarti e a cui si lascia un dolcetto, il preparare il letto per far riposare il morto nella propria casa, la tavola imbandita per i defunti che vengono a farti un saluto...inutile che stia a spiegare tutto quello che vi è dietro questa festa, perché online è già stato scritto tutto. Il giorno è importante, ma cerchiamo di farlo nostro per riavvicinare i bambini e anche noi alla morte che spesso e volentieri viene allontanata, nascosta...prima faceva parte del vivere quotidiano: i nonni spesso e volentieri morivano in casa e il bambino viveva la morte come un evento triste , ma  "normale"...forse ora a furia di nascondersi dentro gli ospedali, dietro l'eterna giovinezza, dietro alla rincorsa del tempo che purtroppo passa per tutti la morte viene messa da parte, come se non esistesse..ma forse quest'atteggiamento non fa che peggiorare le cose? Non fa averne più paura? 
Chissà se mi sono spiegata! Buonanotte cri
P.S. Un'ultima cosa. Ma con tutta la crisi che c'è vale la pena spendere tanto per un qualcosa che non è neanche nostro e che qui da noi fa una gran tristezza???




Fave dolci di Ada Boni

100 g di mandorle (le ho usate non spellate)
100 g di zucchero semolato
65 g di farina (regolarsi a seconda della consistenza: ne ho dovuta usare un pò di più)
una noce di burro
1 uovo
2 cucchiaini di cannella (ne ho usato uno solo)
scorza grattugiata di limone


Mettere in un mortaio (l'ho usato, ma si può fare anche con il mixer) un pò di mandorle alla volta con un pochino di zucchero e iniziare a pestare col pestello per ridurre le mandorle in polvere. 
Ottenuta una piccola quantità di farina setacciarla e continuare a pestare la grana più grossa aggiungendo le mandorle rimaste e lo zucchero. Attenzione a non pestare le mandorle da sole altrimenti si rischia che fuoriesca il loro olio. 
Una volta ottenuta questa farina iniziare a lavorarla con la farina, la cannella, il burro, l'uovo e la scorza di limone grattugiata. Ottenere un impasto morbido. Con l'aiuto delle mani arrotolare la pasta in maniera tale da ottenere un cilindro da cui andranno tagliati tanti pezzetti della grandezza di una nocciola. Schiacciare leggermente queste nocciole al centro con il pollice in modo tale da ottenere più o meno la forma della fava. Rivestire una teglia con carta forno o imburrarla e velarla con della farina e infornare a 180 °C per circa 15 minuti. 
Conservarle in una scatola chiusa per mantenere la croccantezza.




mercoledì 30 ottobre 2013

Rotolo alle castagne con crema al cachi accompagnato da crema inglese all'olio

Per fortuna che ogni tanto, veramente troppo poco e chiedo perdono (!), vado a trovare qualche amica di blog altrimenti avrei scordato la scadenza dell'iniziativa Extradolcemente , all'interno della manifestazione Dolcemente che si terrà a Pisa il 9 e il 10 novembre. 
Utilizzare l'olio extravergine d'oliva al posto del burro...questo l'invito e tra poco il risultato! 
Ho scelto dell'olio pugliese proveniente da Rodi Garganico acquistato quest'estate, che con il suo sapore dolce mi è sembrato perfetto per l'uso.
Oltre la ricetta bisognava prestar attenzione anche alle fotografie...Laura Adani: perdono!!
Buonanotte Cri



Per il rotolo alle castagne:

100 g di farina di castane
100 g di zucchero semolato
30 g di olio extravergine d'oliva biologico varietà Mulino di Mare
4 uova
4 amaretti

Separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve questi ultimi e mettere da parte. Lavorare con le fruste i tuorli con lo zucchero e 4 cucchiai d'acqua fino ad ottenere un composto spumoso. Unirvi gli amaretti tritati finemente, la farina di castagne setacciata e l'olio. Amalgamare tutti gli ingredienti. 
Mescolare gli albumi montati al composto con l'aiuto di una spatola con movimenti dal basso verso l'alto. Versare in una teglia rettangolare rivestita con carta forno.
Cuocere a 200 °C per 8 minuti. Tolto dal forno arrotolare la base partendo dal lato corto ed inserire in una busta di plastica affinché resti umido. Far raffreddare.

Per la crema di cachi:

125 ml di panna da montare
1 cachi

Schiacciare con la forchetta la polpa del cachi in maniera tale da ottenere una purea. Montare la panna ed aggiungerla al cachi.

Composizione: 

Srotolare lentamente la base, con l'aiuto di una spatola spalmarvi la crema al cachi e arrotolare nuovamente. Far riposare in frigorifero

Crema inglese all'olio d'oliva:

125 ml di panna
125 ml di latte intero
75 g di tuorlo
40 g di zucchero 
1 baccello di vaniglia
100 ml di olio extravergine d'oliva varietà Mulino di Mare

In un pentolino scaldare la panna con il latte. A parte lavorare con una frusta i tuorli insieme allo zucchero e ai semi di vaniglia (incidere la stecca e con l'aiuto di un coltello e prelevare i semi). 
Versare il composto di panna e latte sulle uova lentamente e con l'aiuto di una spatola, in modo tale da incorporare meno aria possibile. Riportare sul fuoco controllando la temperatura con l'aiuto di un termometro. Girare sempre la crema per evitare che attacchi alle pareti. 
Alla temperatura di 80 ° C togliere dal fuoco ed aggiungere lentamente l'olio.

Per guarnire:

zucchero al velo
1 castagna cruda

Servire il tronchetto con la crema inglese calda spolverizzando con zucchero al velo e una castagna cruda grattugiata. 


L'olio da me utilizzato origina dalla cultivar Ogliarola garganica dell'Azienda Agricola Saggese L'Antico Agrumeto a Mare.


Con questa ricetta partecipo all'iniziativa Extradolcemente



domenica 27 ottobre 2013

Autumn breakfast

Premetto che nella mia mente mi sembrava un'idea geniale...nella realizzazione qualcosa è mancato: un colore, un legante...qualcosa!
 Non importa: son cattiva e quindi decido di aggiungere anche questa alla lunga lista degli sfidanti dell'MTC di ottobre, tanto per rendere più gravoso il lavoro ai giudici! 
Roberta: un ultimo sforzo...domani sarà tutto finito!
Sul post non mi dilungo e vado alla ricetta. Cri






Scones alle castagne

210 g di farina autolievitante
60 g di farina di castagne  
1 cucchiaino di lievito
115 g di burro a temperatura ambiente
1 pugno scarso di zucchero
3 pugni di castagne lesse
125 ml di latte
1 uovo

Setacciare la farina, aggiungervi il lievito e il burro a pezzetti. Iniziare ad impastare. Unire lo zucchero e le castagne. Con una forchetta miscelare l'uovo al latte ed aggiungerlo lentamente al composto fino ad ottenere un impasto morbido. Stendere con il matterello su un piano infarinato.
Circa 1 cm di spessore, poco meno.
In forno a 190 °C per 10 minuti. Ruotare la teglie e infornare per altri 10 minuti.

P.S. Mi rendo conto che "il pugno" non è una buona unità di misura...chiedo venia!



Brioche alle mandorle

250 g di farina di grano tenero 00
30 g di zucchero
1 cucchiaino di sale
10 g di lievito di birra fresco
3 uova (circa 150 g )
165 g di burro a temperatura ambiente

Per la farcitura

100 g di miele
100 g di zucchero
1 arancia
100 g di burro
100 g di mandorle tritate grossolonamente o a lamelle

1 uovo per spennellare

 Versare la farina, lo zucchero, il sale e il lievito in una ciotola. Aggiungere le uova ed iniziare a lavorare con le mani. Unire il burro tagliato in pezzetti e continuare a lavorare.
La pasta deve diventare liscia ed elastica. Dovreste riuscire a tenere la pasta in mano senza che scivoli via.
Formare un salsicciotto e metterlo in frigorifero coperto con un telo. L'ho tenuto in frigo tutta la notte.
Riprendere l'impasto, stenderlo col matterello e con delle formire tonde da biscotti ottenere dei cerchi. Far riposare per un paio d'ore.
Quando avrete notato che l'impasto è raddoppiato preparare la farcia.
Far scaldare sul fuoco in un pentolino lo zucchero, il miele e la zeste d'arancia.
Aggiungere il burro sempre mescolando, far sobbollire per pochi secondi e aggiungere le mandorle.
Far intiepidire.
Spennellare le brioche con un uovo sbattuto
Posizionare una noce di farcitura al centro di ogni brioche e infornare per 10-15 minuti a 180 °C.

Zabaione salato

4 tuorli
1 pizzico di sale
60 g di burro
1 cucchiaio di whisky

Sbattere i tuorli con il sale con una frusta in un recipiente d'acciaio. Trasferire il recipiente su una pentola con acqua in ebollizione, far in modo che il contenitore con i tuorli non tocchi l'acqua. Continuare a lavorare fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungere il burro a pezzetti e continuare a sbattere. Terminare conl whisky. Tenere in caldo.

Camembert fritto

camembert tagliato in quadratini
1 uovo
pangrattato
olio di semi di girasole per friggere

Passare il formaggio nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato, fare un secondo passaggio.
Friggere in abbondante olio.

Uovo alla coque

Mettere in una casseruola dell'acqua sul fuoco, quando inizieranno a comparire le prime bollicine versarvi un uovo sgusciato ed aspettare che si rapprenda. Tirarlo su con il mestolo forato e tenerlo da parte su un foglio di carta forno. 

Irish coffea

1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di wisky
1 caffè lungo
panna montata

In un bicchiere versare lo zucchero e il whisky. Girare, aggiungere il caffè caldo e per ultima la panna.




Composizione del piatto

Servire gli scones tagliati a metà con un quadrato di camembert e l'uovo alla coque.
Accompagnare con della marmellata di lamponi.
Le brioche le ho servite con  una salsa calda di cachi, ottenuta frullando un cachi e facendolo cuocere per una decina di minuti con un cucchiaino di zucchero.


Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre






mercoledì 23 ottobre 2013

Re-cake treccia con marmellata di more e frutti di bosco

A cucinare tutti i giorni per una famiglia di affamati (lo detto più volte: qui da noi pollo lesso e verdure riscuotono poco successo!) l'ispirazione va scemando, di conseguenza trovare qualcuno che ti dia nuovi spunti per mettere qualcosa in tavola è visto di buon occhio! 
Venuta a conoscenza di questa nuova iniziativa portata avanti da un gruppo di blogger ho deciso di provare...e così: novità per colazione!
Treccia riuscita, unica modifica l'utilizzo di una marmellata di more casalinga e dei frutti di bosco sciroppati...unico neo la paura di esagerare: forse avrei potuto mettere più ripieno, ma avevo timore di non saperlo gestire!! 
Sonno e stanchezza non mi permettono di creare un post "accattivante"...ma per il resto il mio dovere l'ho fatto!! Buonanotte Cri


Ingredienti (ne ho fatta mezza dose):

1 bustina di lievito disidratato
60 ml di acqua calda
55 gr (non ho usato lo zucchero che va nel ripieno)
85 gr burro (diviso)
60 ml latte
1 cucchiaino di sale
1 uovo e un tuorlo
370 gr farina di grano tenero 00
3 cucchiai di marmellata di more
3 cucchiai di frutti di bosco sciroppati
sciroppo di zucchero per glassare (135 g di zucchero sciolto in 100 ml di acqua in ebollizione, fatto raffreddare)

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, aggiungervi lo zucchero, 55 g di burro a temperatura ambiente, il latte tiepido, il sale, le uova e 170 g di farina.
Lavorare l'impasto fino a quando non diventerà morbido e liscio.
Aggiungere la farina rimasta, lavorare l'impasto sulla spianatoia infarinata.
Trasferire l'impasto in una ciotola unta con olio, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Trasferire l'impasto sul tavolo da lavoro infarinato e ottenere un rettangolo. Con un pennello ungere col burro fuso rimasto il rettangolo, coprire con la marmellata e infine aggiungere i frutti di bosco. Ripiegare il rettangolo dal lato più lungo in modo tale da ottenere un cilindro, tagliarlo in due  e arrotolare i rotoli tra loro. Ottenere una treccia e disporla arrotolata in una teglia imburrata. Lasciar riposare 30 minuti. Scaldare il forno a 180 °C e infornare per 20-25 minuti. Spennellare con lo sciroppo di zucchero.




Con questa ricetta partecipo al Re-Cake di Elisa

lunedì 21 ottobre 2013

L'american breakfast dell'emigrante

La prima cosa che ho pensato quando ho scoperto chi fosse la vincitrice dell'MTC di settembre 
(e questa volta potevo scommetterci che avrebbe vinto lei!) ho pensato: "Questa la conosco!"
...pensa che ti ripensa ci sono arrivata: il crumble salato di fichi e noci
L'inizio del blog, la prima vittoria, la prima blogger conosciuta (Sabina Fiorentini)... tanti piccoli frammenti. E' lei, la Cornali (come a scuola: mi suona meglio!), che mi affascina per la sua scelta di esser partita, che spesso riporto come esempio a mio marito: "Guarda: vedi che dobbiamo andare via anche noi??" 
E quale ricetta poteva scegliere una che chiama il proprio blog La valigia sul letto?? 
Un colazione straniera...ovviamente! Conosciuta la ricetta un attimo, o meglio, qualche giorno di smarrimento: troppe cose tutte insieme..un filo conduttore che faccia avere un senso al tutto: 
"E ora che faccio?" 
Poi qualcosa ha preso forma ed è quello che vi propongo oggi. Visto che mi diverte spiegare cosa c'è dietro parto subito...che tanto son rapida e concisa.
I miei bisnonni emigrarono dalla Sicilia verso il Paraguay per poi fermarsi in Texas...forse. 
Perché forse? Perché mio nonno, pur riscattandosi alla grande una volta rientrato in Italia, non ha mai accettato il proprio passato e non ne faceva parola...purtroppo non ne so nulla. 
Non posso che ammirare il coraggio di chi fece quella scelta a suo tempo: senza sapere dove si andava, cosa ti aspettava...senza tv, senza internet...un vero e proprio salto nel buio. 
In questa sfida (l'MTC ti fa viaggiare: in tanti sensi!) ho cercato di ricreare la colazione della bisnonna Santuzza (pare si chiamasse sul serio così) abituata al suo pane ammollato nel latte (la colazione degli italiani, o no?), ai suoi pistacchi e alle sue arance che si ritrova sperduta in Texas con le uova e la pancetta per colazione. Come pane ho scelto il Pan del Campo, il pane dei cowboy cotto sulle braci dei fuochi degli accampamenti, la pancetta l'ho sbriciolata...perchè ogni volta ho difficoltà a mangiare quel pezzo tutto rigido...sulla salsa ho lasciato correre e scelto la classica olandese. 
E da bere? Caffè...caffè americano: sarà semplice, ma mi sembrava l'abbinamento migliore! 
Buon giorno Cri



Pan de campo:

600g di farina di grano tenero 0 (4 cups)
14 g di polvere lievitante istantanea (5 tsp)
1 cucchiaino di sale (2 tsp)
110 g di burro (1/2 cup)
360 ml di latte (1 e 1/2 cup)

Unire il lievito e il sale alla farina. Iniziare a lavorare con il burro a temperatura ambiente fino a quando non si ottiene un composto sbriciolato. Iniziare ad aggiungere il latte a filo e continuare ad impastare fino ad ottenere un composto elastico ed omogeneo.
Coprire con una ciotola e far riposare per circa 30 minuti. Dividere l'impasto in panetti da circa 70 g.
Ho ovviato alla mancanza di brace utilizzando una cocotte in ghisa che ho prima messo in forno a 
250 °C per circa 20 minuti. Trascorso il tempo ho trasferito sul fondo della cocotte i panetti, ho richiuso il coperchio e messo in forno per circa 25 minuti abbassando la temperatura a 220°C.

Uovo in camicia

Per quanto riguarda l'uovo ho provato il metodo di Roberta e ha funzionato. Normalmente utilizzavo l'acqua con l'aceto...non so se il sapore in effetti venga alterato o meno dall'aceto: mangerò altre due uova e testerò!

Copio pari pari Roberta: "In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola.
Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario. 
Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso.  Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per  35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione".



Salsa olandese

4 tuorli
succo e scorza di 1/2 limone
1 pizzico di sale
120 g di burro fuso 

In una ciotola di acciaio sbattere energicamente i tuorli col succo di limone e il sale (l'avambraccio dx ringrazia!). Porre la ciotola sopra una pentola con acqua leggermente in ebollizione facendo attenzione che la ciotola con le uova non tocchi l'acqua. Aggiungere il burro fuso a filo fino a quando la salsa non si sarà rappresa. Aggiustare di sale e pepe ed aggiungere la scorza grattugiata del limone.



Dolce di pane e latte

3 fette di pane raffermo ammollate nel latte
una manciata di uvetta sultanina rinvenuta in acqua tiepida
una manciata di pistacchi sgusciati
40 g di zucchero di canna
scorza grattugiata di un'arancia

Frullare il pane ammollato insieme allo zucchero. Aggiungere l'uvetta, i pistacchi e la scorza d'arancia.
Trasferire in uno stampo d'alluminio e mettere a cuocere a bagnomaria in forno a 180°C per circa 25 minuti.



Composizione del piatto

Ho servito l'uovo in camicia sul pan de campo, spolverizzandolo con della pancetta arrotolata fatta abbrustolire e poi tritata. Il tutto condito con la salsa olandese. 
Il tortino di pane l'ho accompagnato a della marmellata d'arance amara (30% di zucchero 70% di frutta).
Per il caffè americano ho utilizzato una miscela bar 100% arabica tostato.

Pfiuuuu...finito!!




Con questa ricetta partecipo all'MTC di ottobre



sabato 19 ottobre 2013

Sorbole che coniglio!

Chi conosce le sorbe? Fino a qualche giorno fa non sapevo proprio cosa fossero, poi un amico che ha preso sul serio ( e a cuore) il blog e il mio ruolo da foodblogger (!) le ha trovate in un banchetto al mercato e me ne ha fatto dono: felice scoperta!
Il Sorbus domestica è un albero originario dell'Europa meridionale, presente anche in Italia, i cui frutti, commestibili, conosciuti fin dall'antichità, stanno scomparendo dalle nostre tavole.
Vanno consumati a maturazione completa, cioè quando il frutto diviene scuro e morbido altrimenti hanno un sapore aspro dovuto all'elevato contenuto di tannino. 
Un tempo venivano conservati in locali freddi e asciutti, sulla paglia (secondo la tecnica dell'"ammezzimento"). Da questa abitudine nasce il detto "col tempo e con la paglia maturano le sorbe".
In cucina i frutti possono essere utilizzati per marmellate e conserve o anche nella produzione di alcolici. 
Il mio personalissimo tester team (i miei piccoli mostri) hanno decretato che i frutti hanno un sapore tra la mela e la pera e in effetti a me hanno ricordato in qualcosa le mele cotogne. 
Ho provato a realizzarvi una marmellata che posterò in seguito ed il coniglio di oggi: connubio a parer mio riuscito. 



Coniglio con le sorbe:

1/2 coniglio
farina
vino bianco secco
3 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
10 sorbe
sale

Lavare il coniglio sotto l'acqua fredda, asciugarlo e passarlo nella farina. Far scaldare 3 cucchiai d'olio e farvi rosolare la carne, girandola da tutti i lati con l'aiuto di due palette di legno (per evitare che si buchi e fuoriesca i succhi interni). Sfumare con del vino bianco. Aggiungere le sorbe e portare a cottura (circa 20 minuti), aggiungendo dell'acqua tiepida se si dovesse attaccare. Aggiustare di sale.







Con questa ricetta partecipo al contest de Il caffè delle donne

mercoledì 16 ottobre 2013

Crespella gluten free...e sono a posto con la coscienza!

Capita a tutti di incontrare persone che hanno un qualcosa in più o che hanno un dettaglio che vorresti avere, quel qualcosa che senti che ti manca proprio...ve ne presento una!
TA-TANNNN: che si apra il sipario, che sia dia fiato alle trombe, che si salga su un tacco 12 e si dia il benvenuto alla Forno star del web!! 
Donna ironica, allegra, piena di verve e simpatia...un piccolo concentrato di tante cose, solo intravisto e ancora tutto da scoprire. 
Contributo minimo per la sua battaglia per far capire a tutti che si può cucinare normalmente e in maniera ugualmente gustosa anche senza glutine, affinché l'offerta per i celiaci non si riduca a due piatti striminziti...per lei e per tutti voi che siete di là! Notte Cri


Per le crespelle (la prima versione viene da qui):
250 ml latte
1 noce di burro
125 g farina di riso (nell'originale: Biaglut)
2 uova

Per il ripieno:
500 g funghi porcini (nell'originale: champignon)
½ cipolla
prezzemolo
200 g panna da cucina
12 fette di prosciutto cotto (attenzione alla scelta del prosciutto cotto, che sia di buona qualità e senza glutine)
1 mozzarella
sale

Sbattere le uova e aggiungere la farina mescolando. Quindi il latte e il burro sciolto. Lasciar riposare una mezzora.
Con un coltello raschiare via la terra dai funghi e con un panno umido togliere gli altri residui. Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Far appassire la cipolla con dell'olio e aggiungere i funghi e cuocerli finché non saranno morbidi. Salare e condire con del prezzemolo. Quindi tritarne ¾ aggiungendo la panna.
Riprendere l'impasto delle crespelle e versarlo, un mestolo alla volta, in una padella piatta e antiaderente facendolo scorrere bene fino al bordo; non esagerate con le dosi, è importante che siano sottili. Lasciar colorire leggermente e poi rigirarle per cuocerle anche dall’altro lato (ne sono venute10).
Farcire le crespelle con una fetta di prosciutto, qualche pezzettino di mozzarella e un po' di salsa ai funghi
Piegarle in quattro parti e disporle in una teglia. In forno a 180° C per una ventina di minuti. Servire calde.


lunedì 14 ottobre 2013

Frangipane salata cachi e pecorino

Ieri ospiti, ma sono stata bloccata nella mia estrosità culinaria (chiamiamola così)....un'anonima arista di maiale al latte al forno e fettuccine ai funghi porcini, ho potuto osare solo con questa torta rustica che ha preso spunto da una frangipane salata di Mamma Loredana, nata a sua volta da una frangipane dolce di Gattoghiotto...della serie c'è sempre qualcuno che ha fatto qualcosa prima e meglio di te!!
L'accostamento è indovinato e il risultato apprezzato.
Ricordo di non fare i pigri e soprattutto di non farmi fare brutte figure: passate da Elisa e partecipate al The recipe-tionist...non la voglio buttare sul pietoso, ma se non vedo spuntare qualche ricetta inizio a piangere!!! Mille faccine che ridono e sogni d'oro a tutti! Cri


Per la pasta:

165 g di farina di grano tenero 0
70 g di burro
50 ml di acqua fredda
5 g di sale

Setacciare la farina, unirvi il burro e il sale ed iniziare a lavorare velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferire su un piatto, coprire con un piatto fondo e lasciare riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Per la frangipane:

50 g di burro
100 g di farina di mandorle (o tritare 100 g di mandorle fino ad ottenere una farina)
30 g di parmigiano grattugiato
2 tuorli
50 g di maizena
sale

Lavorare il burro a crema, aggiungere la farina di mandorle, il parmigiano, i tuorli, la maizena ed il sale.

Per il ripieno:

2 cachi
150 g di pecorino dolce

Assemblare la frangipane. Con la pasta brisèe foderare uno stampo, precedentemente imburrato, da 20 cm. Con l'aiuto di una forchetta bucherellare la superficie. Cospargere il fondo con il pecorino grattugiato grossolanamente, i cachi in pezzi e coprire il tutto con la frangipane salata.
In forno a 180 °C per 40 minuti circa.



giovedì 10 ottobre 2013

Le raviole del plin se ne vanno a trovare un'amica in oriente...e si ritorna!!

Ma che bello, che bello, che bello: non avrei mai creduto che vi sareste preoccupati per me...e la prossima volta starò più attenta a quello che dico! Non prendetemi mai sul serio, son tanto una brava persona ma caratterialmente parecchio lunatica: del tipo che cambio idea e umore nel giro di pochissimo, spesso e volentieri senza motivo. Sulla direzione del blog mi è venuta una certa idea, che cercherò di concretizzare; per il momento posterò le ricette che mi sento senza l'angoscia del post quotidiano. Per quanto riguarda la parte grafica, sono ancora in alto mare...non so bene cosa mi rispecchi di più, ma anche qui una soluzione la troverò!
Ecco: la ricetta è nata per caso, per il contest di un'"amica" virtuale che credevo scadesse oggi...in realtà    c'è ancora un mese di tempo! 
"Distrazione, distrazione canaglia..." (piccola digressione musicale!).
Il tutto è nato dalla sfida del mese scorso dell'MTC, dalla ricetta di Elisa e dall'interpretazione di Fabio...il tutto messo insieme in veste thai. Vaty: tutte per te! Cri



Per la pasta:

100 g di farina di grano tenero 00
1 uovo
1 tuorlo

Per il ripieno:

150 g di carne di bovino adulto
1 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di olio di soia
1 spicchio d'aglio tritato
zenzero grattugiato
coriandolo tritato
1/2 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di zucchero di canna
succo di mezzo lime

Per la salsa:

1 cucchiaio di burro d'arachidi
1 cipolla tritata
2 cucchiaini di zucchero di canna
2 cucchiai di latte di cocco
1/2 cucchiaino di peperoncino

Olio di semi di girasole per friggere

Preparazione del ripieno:

Tagliare la carne a striscioline, insaporirla con lo zenzero grattugiato, la soia, l'aglio tritato, il coriandolo, l'olio di soia, il peperoncino, lo zucchero di canna e il succo del lime. Lasciare marinare per circa 3 ore.
Cuocere la carne in una padella antiaderente a fuoco vivace. Passare al mixer e tritare finemente.

Per la pasta:

Con la farina formare una fontana, rompervi le uova al centro e iniziare ad impastare. Lavorare per circa 10 minuti fino a quando non si ottiene un impasto elastico. Coprire con una ciotola e lasciare riposare per circa 30 minuti.

Per la salsa:

Nel mixer ottenere una salsa con il burro d'arachidi, la cipolla, lo zucchero di canna, il latte di cocco e il peperoncino.

Per le raviole:

Stendere la pasta con la macchinetta, disporvi delle nocciole di ripieno ad una distanza abbastanza ravvicinata. Ricoprire con la sfoglia e pizzicare tra una pallina e l'altra. Poi con l'aiuto di una rotella dentata ottenere i plin. Andate a vedere il video da Elisa che è molto più chiaro!
Friggere in abbondante olio di semi di girasole e servire con la salsa.





Con questa ricetta partecipo al contest di Vaty.




martedì 8 ottobre 2013

Lavori in corso

Pausa di riflessione. Vorrei dare una direzione al blog, ma non riesco ancora ad immaginare la strada. Momento di stallo: mi sembra che nulla sia all'altezza, né le ricette né le fotografie...ma tanto so che ogni tanto mi capita e, come è passata le altre volte, passerà ora! 
Voglia di cambiamento, anche nella fisionomia del blog...ma anche lì non fila, anche perché blogger ha deciso di crearmi delle difficoltà e non riesco a modificare quello che vorrei o forse sono io che sono sull'imbranato andante!
Giorni ricchi: incontri, scambio di idee, gran risate...scoperta di un universo con cui "ritrovarsi"!
Receptionist del mese: e chi se lo aspettava!! Grazie Mai, grazie Elisa!
Non invidio coloro che passeranno di qui: spero riusciate a trovare qualcosa!! Vi aspetto! 
Buona  notte cri