venerdì 28 febbraio 2014

Muffin alla marmellata per una merenda gluten free

Oggi qui il diluvio e mi sono bagnata come quando ero liceale e mi ostinavo ad andare a scuola senza ombrello perché mi pesava portarlo, anche perché immancabilmente uscivi con la pioggia e tornavi col sole e a quell'età l'idea di avere un peso in più sull'autobus era un qualcosa di insopportabile...diciamo che le cose non sono cambiate di molto...tanto di piega (dei capelli intendo) neanche l'ombra e così persevero in questa cattiva abitudine e prendendo tanta di quell'acqua che mi sento un po' umida: ammuffirò??
Ricetta semplice col vantaggio di non aver glutine...perfetta per tutti! Notte cri


Ingredienti (ricetta presa da uno speciale Muffin di Alice).

200 g di farina di riso
3 uova
1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva e di acqua naturale 
4 cucchiai di zucchero
1 mela renetta
1 scorzetta di limone
1/2 bustina di lievito per dolci
marmellata (nel mio caso ciliegie)

Accendere il forno a 175 °C.
Separare le uova e montare gli albumi a neve ben ferma. Sbattere i tuorli con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata, fino ad ottenere un composto spumoso. Unire l'olio e l'acqua, infine amalgamare gli albumi montati.
Setacciare la farina col lievito e unirla poco alla volta all'impasto. Aggiungere la mela tagliata a dadini o grattugiata.
Distribuire l'impasto in stampi individuali da muffin, un poco sotto l'orlo. Con un cucchiaio inserire al centro la marmellata e richiudere con l'impasto aiutandosi col cucchiaio.
In forno a 175 °C per circa 20 minuti. Far riposare e servire.



Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

giovedì 27 febbraio 2014

Pagnottine Santa Chiara

Dopo il risveglio non proprio felice la giornata si è conclusa in bellezza...ora spiego.
La nostra famiglia ultimamente si è arricchita di due nuovi arrivi: due cuccioli di corso.
Prima è arrivato Artù e poi...Ginevra.
La piccola belva pare non la volesse nessuno e da sei mesi stava in un box all'aperto e così si è deciso di unirla al cugino, dopo i primi due giorni di timidezza ha scoperto che le stiamo simpatici e ha deciso di prendersi qualche confidenza...nel senso che si appropria di qualsiasi cosa riesca a trovare a portata di zampe.
Il risveglio è andato in questo modo.
Nel passaggio tra il letto e il bagno (passaggio dovuto!), ho buttato un occhio alla cucina che ha la porta a vetri e ho intravisto delle cose arancioni sul pavimento...non ho interrotto il mio percorso e sul water ho realizzato di cosa si trattava: i miei stampi in silicone per muffin!
Stampi andati e in più la sorpresa di svariati bisogni (non entro in particolari)...i due piccoli sono stati espulsi a brutto muso e le due vecchiette hanno subito la stessa sorte (eh si: in tutto sono 4!).
Dopo un'accurata opera di disinfezione che ha comportato un ritardo notevole a scuola la giornata è proseguita come al solito, concludendosi in bellezza perché finalmente sono riuscita a mettere mano al giardino abbandonato da mesi, scoprendo che i figli sono abbastanza cresciuti per aiutarmi...e non è poco!
Questi panini la prima volta hanno avuto esito infelice...in quanto sono stati scordati in forno e completamente carbonizzati (la vecchiaia che avanza...), ma ho provato a rifarli aggiustando la ricetta e il risultato questa volta mi ha soddisfatto...ma lascio la parola ai campani! Cri



Ingredienti (ricetta di Anna Gosetti della Salda):

pomidori maturi g 800 (io passata di pomodoro 400 g)
alici fresche g 400
farina bianca circa g 330 (io 500 g di farina di grano tenero 0)
una patata da 80 g (io 220 g)
strutto 70 g ( io burro)
prezzemolo 30 g
lievito di birra 20 g (io 7 g di lievito di birra secco)
aceto
olio extra vergine di oliva
aceto
sale, pepe

* Nota. La prima volta, quella in cui si sono carbonizzate, avevo rispettato le dosi ma è venuto fuori un impasto troppo liquido e non proporzionato al ripieno in quanto mi sono rimaste molte alici e sugo in eccedenza.


Lavare la patata e lessarla mettendola in acqua fredda salata: appena cotta pelarla e passarla allo schiacciapatate. Lasciar raffreddare.
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida. Mettere la farina in planetaria, versarvi il lievito, aggiungere la patata lessata, 35 g di burro, mezzo cucchiaino di sale e pepe ed iniziare ad impastare col gancio aggiungendo altra acqua tiepida. Ottenuto un impasto abbastanza morbido trasferirlo in una ciotola infarinata, coprirlo con un canovaccio e lasciarlo riposare fino al raddoppio.
Preparare le alici. Privarle della testa e della lisca eviscerandole senza romperle. Ricomporle nella forma originaria e asciugarle. Versare in un tegame 2-3 cucchiate di olio, disporvi le alici a formare un solo strato, salarle, peparle e irrorarle con pochissimo aceto. Cuocerle per due minuti per parte e lasciarle raffreddare. Mettere sul fuoco un altro tegame con mezzo bicchiere d'olio, unirvi la passata di pomodoro e cuocerla a fuoco vivo fino a quando non si restringerà. Poco prima di togliere il sugo dal fuoco aggiustare di sale e unire il prezzemolo tritato e un cucchiaino di origano. Versare il tutto su un piatto e far raffreddare. 
Rovesciare l'impasto su una spianatoia infarinata e sgonfiarlo, lavorarlo per qualche minuto e poi dividerlo in pezzi (più o meno ho realizzato pezzature da 70 g). Schiacciarli a formare una pizzetta, tenerla sul palmo della mano e con l'altra mano farcirla con un'alice e del pomodoro. Ripiegare  gli orli della pasta riportandoli verso il centro, badando che si chiudano bene evitando che il ripieno fuoriesca. Posizionare le pagnottine su una placca rivestita da carta forno, con la chiusura rivolta verso il basso. Non metterle troppo vicine per evitare che si attacchino durante la cottura. Coprirle con un tovagliolo e lasciar lievitare per circa un'ora. Raggiunto il raddoppio spennellarle con il burro fuso e lasciar cuocere a 200° C per circa 10-15 minuti. Una volta cotte, toglierle dal forno, lasciarle riposare una decina di minuti e consumare.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sandra, Barbara...



e alla raccolta di Cristina...sempre che non le abbia già!

mercoledì 26 febbraio 2014

Risotto con porri, taleggio e fincotto

In ritardo nella vita reale, figuriamoci in quella virtuale...una frana completa!!
Per il The Receptionist, ospitato questo mese da Carla Emilia, avevo preparato un risotto che è tra i miei cavalli di battaglia e che ho ritrovato simile nelle sue ricette. 
Il primo del mese il riso era già bello che digerito...ovviamente arrivo a pubblicarlo a gioco finito...ma pubblico ugualmente perché Carla Emilia è una persona che interpreto (perché sempre di virtuale si parla!) come delicata e attenta e mi dispiacerebbe non farle sapere che in realtà ho pensato a lei: 
scusa il ritardo!
Un abbraccio cri




Ingredienti:

320 g di riso arborio
2 porri
1 bicchiere di vino bianco
200 g di taleggio
olio extra vergine di oliva
sale
brodo vegetale (preparato con 1 carota, 1 costa di sedano, 1 patata, 1 cipolla e prezzemolo)
fincotto (un vincotto ottenuto dal mosto di fichi)


Pulire bene i porri facendo attenzione alla presenza di eventuale sabbia tra le foglie. Far stufare lentamente i porri tagliati a rondelle in un filo d'olio, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda. Aggiungere il riso e far tostare (Carla Emilia ha tolto i porri e iniziato la cottura del riso, aggiungendoli in un secondo momento). 
Sfumare con il vino bianco e portare a cottura aggiungendo il brodo necessario. 
Quando sarà pronto aggiungere il taleggio tagliato a dadini. Aggiustare di sale e servire con il fincotto (Carla Emilia ha usato l'aceto balsamico...altre volte ho usato una riduzione al vino rosso con miele... varie possibilità di scelta!!).


Con questa ricetta partecipo al The Receptionist di febbraio...forse!!

lunedì 24 febbraio 2014

Cavolo nero, fagioli e patate e zuppa fu.

Per il mio compleanno mio marito ha pensato bene di riempirmi di libri di cucina, sotto suggerimento di una super foodblogger. 
Tra questi "Le Zuppe" di Slow Food Editore: una collana di volumi perfetta per il mio modo di cucinare.
Sono di quelle che aprono il frigo o la dispensa e a seconda di quello che trovo decido cosa cucinare e così quando trovo libri che partono dall'ingrediente per me è il massimo, poi se non ho tutto quello che serve un'alternativa si trova. 
Piatti spiegati in maniera molto semplice, senza entrare tanto nei particolari...perfetti per me che non amo star lì con la bilancia a portata e spesso e volentieri preferisco improvvisare.
Piatto semplicissimo, che è entrato nel cuore del mio lui...vai a capire il perché! C.


Ingredienti Ristorante da Ugo, Castagneto Carducci (Livorno):

4 mazzi di cavolo nero
500 g di fagioli lessi
500 g di patate
5 carote
3 etti di pomodori
1 cipolla rossa
3 spicchi d'aglio
1 costa di sedano
un ciuffetto di prezzemolo
vino bianco secco
olio extra vergine d'oliva
sale, pepe
(fette di pane toscano  che non avevo...)

Preparare un battuto con gli aromi. Fate rosolare bene con poco extravergine in una pentola a fondo spesso (ne ho usata una di terracotta), aggiungere due bicchieri di vino e, una volta evaporato, il cavolo nero lavato, privato della costa centrale più dura e tagliato a pezzetti. Far cuocere per almeno un'ora.
Unire le carote e le patate a dadini, infine i fagioli passati, rimestando col mestolo. 
Per terminare i pomodori maturi (nel mio caso 200 g di pelati) e acqua in giusta quantità.
Quando tutto è ben cotto, regolare di sale e di pepe e servire la zuppa col pane toscano.


Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday della Capra

venerdì 21 febbraio 2014

Gyoza-Strudel gluten free...per amore

Ho voluto provare anch'io l'ebbrezza di tirare la sfoglia sottile con le farine senza glutine...e alla fine è andata...qualche piccolo cedimento in cottura ma ha resistito!
Quando l'altro giorno ho preparato lo strudel al cavolo rosso, mio marito mi ha detto:
"Ma la pasta assomiglia a quella dei ravioli cinesi...mi fai un raviolone???" 
E raviolone fu!!
Questa volta niente mele...anche se una renetta avrei potuto anche metterla nell'impasto, ma per una volta ho deciso di non rischiare la sorte!
E allora visto che ho trasgredito, l'ho fatta grossa mandando il "tedescone" in gita in Giappone!!
I bambini felici, lui soddisfatto...risultato ottenuto!
Buona giornata Cri




Ingredienti per la pasta (seguire tutte le spiegazioni di Mari):

150 g di mix farine gluten free Conad
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
50 ml di acqua ( ne ho dovuta aggiungere un po')
1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

200 g di cavolo 
500 g di maiale macinato
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di olio di sesamo
2 cucchiaini di zucchero di canna
2 spicchi d'aglio
radice di zenzero
2 cucchiai di Maizena
sale


Ingredieti per la salsa:

80 ml di salsa di soia
2 spicchi d'aglio
radice di zenzero
2 cucchiai di aceto di riso 
1 cucchiaino di zucchero di canna

Scaldare l'acqua e versarla sul mix di farine con il sale e l'olio. iniziare ad impastare ottenendo un composto omogeneo ed elastico, abbastanza morbido. Ho dovuto aggiungere altra acqua per favorire l'assorbimento della farina. Far riposare circa 30 minuti coperto.
Per il ripieno. Portare a bollore dell'acqua e farvi lessare per 3-4 minuti parte di un cavolo. Scolare, far raffreddare sotto l'acqua corrente e tagliare a listarelle.
Impastare la carne con dello zenzero grattugiato (un paio di cm di radice), i due spicchi d'aglio sempre grattugiati, l'olio di sesamo, la salsa di soia, lo zucchero e il sale. Aggiungervi il cavolo e la Maizena sciolta in qualche cucchiaio d'acqua. Ottenere un composto omogeneo.
Portare a bollore una casseruola piena di acqua in cui possa entrare lo strudel.
Riprendere la pasta e stenderla su di un telo infarinato. Disporvi il ripieno, lasciando liberi un paio di centimetri dei bordi. Richiudere arrotolando su se stesso. Chiudere nel telo a formare una caramella aiutandosi con dello spago. Mettere nell'acqua bollente per circa 45 minuti, affinché la carne si cuocia.
Togliere lo spago, srotolare e affettare.
Per la salsa. Lasciare in infusione la salsa di soia con l'aceto di riso, l'aglio tagliato a fettine insieme allo zenzero e al cucchiaino di zucchero per circa un'ora. Passare attraverso un colino e servire.



Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio

mercoledì 19 febbraio 2014

Ieri salato, oggi dolce: strudel di mele con zabaione al sidro...un MTC a tre mani!

Avete presente i test associativi? Quelli in cui vi si chiede di associare di getto una parola ad un'altra?
Se a me dicessero "strudel", risponderei: "mela"...e quindi anche per il dolce semplicemente mela, non ho trovato alternative che mi convincessero e così sono andata sul sicuro.
Due cose stanno venendo fuori da questa sfida: la prima è che lo strudel è infotografabile (almeno per noi profane), la seconda è che spesso viene legato a ricordi d'infanzia. 
E' un dolce di quelli "antichi", che ormai non viene preparato tanto spesso, mentre quando ero piccola era uno dei cavalli di battaglia di mia madre. Ricordo questo telo infarinato in cui lei sbuffando stirava e stirava la pasta con le nocche, il profumo che si diffondeva per casa e la corsa al "culetto" (la parte finale) che per me era la migliore! Ricordo che il telo veniva lasciato sul tavolo e che immancabilmente veniva usato da qualcuno per asciugarsi le mani con tutta la farina che volava per la cucina e il conseguente attacco isterico della mamma...
Ho trovato un vecchio telo di lino bianco candido e mi son rivista così simile...anche nell'attacco isterico finale da temere la prepotenza dei geni!
In questa sfida ho messo in ballo altre due concorrenti: Roberta e Sandra...La prima perché, quando ho avuto la fortuna di conoscerla, mi ha fatto dono di uno zucchero particolare, molto scuro e profumato (credo si chiami vergeoise...ma aspetto conferme: sconfermata, si tratta del basterd suiker)Sandra a cui ho "rubato" la ricetta del pain d'epices...ecco il risultato. Buona giornata Cri


Ingredienti per l'impasto del pain d'epices (ricetta di Sandra presa qui):

150 g di farina di segale
170 g di farina manitoba
130 g di farina di grano saraceno

300 ml di acqua
100 ml di latte
50 ml di rhum
40 g di zucchero vergeoise (ho usato il basterd suiker)
450 g di miele liquido (nel mio caso acacia)
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
scorza grattugiata di un limone e di un'arancia
60 g di canditi (non li ho messi: non li amo!)
1 cucchiaino di zenzero secco macinato
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di semi di finocchio macinati
1/2 cucchiaino di Quattro spezie
1 cucchiaino di sale
1 1/2 cucchiaino di bicarbonato

Mescolare l'acqua bollente con il latte, il miele, lo zucchero, il rhum, i fiori d'arancio finché non si sarà sciolto tutto il miele. Setacciare le farine, aggiungere il sale e il bicarbonato, le spezie ed unire alla parte liquida. Aggiungere le scorze e gli eventuali canditi.
Lasciar riposare in frigorifero per 48 ore, nel mio caso 24. Mettere in uno stampo da plumcake e in forno a 160 °C per circa un'ora e mezzo...prova stecchino!




Ingredienti per la pasta dello strudel (da Mari):

150 g di farina di grano tenero 0
100 ml di acqua
1 cucchiaio di extra vergine di oliva
1 pizzico di sale

Miscelare gli ingredienti secchi in una ciotola. Scaldare l'acqua senza farla diventare bollente, versarla sulla farina ed impastare, rovesciare sulla spianatoia e continuare a lavorare per un paio di minuti fino ad ottenere un composto che non si attacchi alle mani (ho dovuto aggiungere altra farina). Lasciar riposare per circa 30 minuti.


Ingredienti per il ripieno:

400 g di mele tipo Annurca
300 g di mela tipo Granny Smith
un pungo di uvetta di corinto
un pugno abbondante di mandorle
2-3 cucchiai di zucchero vergeoise...sempre il basterd
4-5 cucchiai di marmellata di ciliegie
200 g di pain d'epices
50 g di burro
scorza di arancia grattugiata

Sbriciolare il pain d'epices e farlo tostare con del burro su un pentolino. Tagliare le mele a fettine sottili. Su di un telo infarinato stendere la pasta dello strudel fino ad ottenere una sfoglia sottilissima. Stendervi il composto di pane, sopra le mele, l'uvetta, le mandorle, la marmellata di ciliegie, lo zucchero e la scorza di arancia.

Arrotolare e mettere in forno a 180 °C fino a doratura ( nel mio caso circa un'ora). Durante la cottura ho spennellato con il liquido che fuoriusciva sulla teglia (come faceva la mia mamma).



Ingredienti per lo zabaione al sidro:

2 tuorli
40 g di zucchero vergeoise
40 ml di sidro di mela
20 ml di succo di mela


Sbattere i tuorli con lo zucchero in un recipiente dal fondo spesso (che dovrà andare a bagnomaria) fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere i liquidi e continuare a sbattere con una frusta. Trasferire il tutto in un'altra pentola con acqua calda sul fuoco, facendo attenzione che non raggiunga il bollore. Continuare a sbattere fino a quando il composto non risulterà gonfio e spumoso. Servire con lo strudel spolverizzato di zucchero a velo.



Con questa ricetta partecipo alla sfida di febbraio dell'MTChallenge

martedì 18 febbraio 2014

Strudel salato al cavolo rosso con salsa alla panna acida...più nordico di così!!!

Evvai: il dolce!!
Richiesta esaudita: dopo mesi è tornato all'MTC, ma come nelle migliori occasioni col barbatrucco...perché mica si può esser così buoni da lasciare una sola alternativa...noooo: 
meglio confondere le idee e dare la possibilità di fare anche una versione salata...ma noi dell'MTC non ci arrendiamo e se state vedendo spuntar strudel come se piovesse chiedetevi il perché!!
Molto contenta della scelta, altrettanto contenta della vincitrice: Mari di Lasagnapazza, una di quelle con cui penso potrei andar d'accordo...se vivessimo un tantino più vicine!
Parto con la versione salata...
Notte Cri


Ingredienti per la pasta:

150 g di farina di grano tenero 0
50 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di sale

Scaldare l'acqua senza farla diventare bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungervi il sale e l'olio e poi incorporarvi l'acqua fino ad ottenere un composto elastico, ma che non si appiccichi alle mani. Continuare a lavorarlo per un paio di minuti su una spianatoia. Lasciar riposare per circa 30 minuti, coperto da un panno umido o dalla pellicola.

Ingredienti per il ripieno:

1/2 cavolo rosso
1/2 mela Granny Smith
un pugno di uvetta di Corinto
olio extra vergine di oliva 
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di aceto di mele
sale 


Lavare il cavolo e tagliarlo a listarelle. Scaldare l'olio con l'aglio. Aggiungervi il cavolo e far cuocere per qualche minuto, aggiungere la mela tagliata in spicchi sottili e l'uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida.
Sfumare con l'aceto. Aggiustare di sale e lasciar stufare per 6-7 minuti. Far raffreddare.

Ingredienti per la salsa:

125 ml di panna acida
50 g di yogurt greco
sale
olio extra vergine di oliva
kumin

Emulsionare gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Insaporire a piacer con il kumin.

Mettere sul fuoco una casseruola in cui possa entrare lo strudel con acqua.
Riprendere la sfoglia. Infarinare un telo di cotone o di lino bianco. Stendervi la pasta, prima con l'aiuto delle dita e poi con il matterello. Ottenere un quadrato di circa 25 cm per lato. 
Stendervi il composto di cavolo, lasciando i margini liberi di un paio di centimetri.



Arrotolare e stringere nel telo. Chiudere il tutto a caramella con dello spago e mettere a cuocere in acqua bollente per circa 30 minuti.
Togliere dal fuoco, aprire il telo, affettare e servire con la salsa.



Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio




lunedì 17 febbraio 2014

Orecchiette di grano arso con broccoletti per il Vegetal Monday

E' da parecchio che salto il Vegetal Monday...e a volte penso sia anche un po' ipocrita il fatto che posti qualcosa di vegan col nome che mi ritrovo e con le ricette che propongo: ma non sono una da bianco e nero...preferisco le sfumature e soprattutto la libertà di espressione!!
Mi sono imbattuta più volte nelle orecchiette di grano arso e così, una volta viste da Eataly, me ne sono appropriata. 
Le ho preparate nel modo più semplice, ma chiedo aiuto ai pugliesi.
Broccoletti e cime di rapa si equivalgono?
Non ho mai capito se bisogna usare le foglie della rapa o è il dare un nome diverso alla stessa pianta...resto in attesa!
Invece per sapere qualcosa di più sul grano arso si può dare uno sguardo qui.
Buona giornata Cri


Ingredienti (per due persone):

160 g di orecchiette
broccoletti
1 spicchio di aglio 
peperoncino
olio extra vergine di oliva
sale

Pulire un mazzo di broccoletti, eliminando le parti più legnose. Portare ad ebollizione dell'acqua e tuffarvi i broccoletti. Quando risulteranno morbidi (con l'aiuto di una forchetta sentire i gambi), toglierli dall'acqua con l'aiuto di una schiumarola.
Nella stessa acqua di cottura versare le orecchiette, salare.
Nel frattempo far rosolare l'aglio in 2-3 cucchiai di olio, aggiungere il peperoncino e far saltare i broccoletti.
Trascorso il tempo di cottura, scolare le orecchiette e farle saltare in padella con le verdure.


Per broccoletti intendo questi (foto presa da internet)


Con questa ricetta partecipo al Vegetal Monday della Capra

venerdì 14 febbraio 2014

Desperate biker cow pie...e auguri di San Valentino a chi ci crede

Chi ci crede di voi? A cosa? A San Valentino ovviamente!
A me personalmente rimbalza: nel senso che amo tutti i giorni, incondizionatamente, e non mi interessa festeggiare un solo giorno dell'anno...ma è una festa strana: c'è chi la ama e chi la odia, a chi suscita tristezza, a chi mette frenesia, a chi scontento...a me scivola addosso.
Giorni rabbiosi, giorni in cui penso e ripenso alla mia vita, alle mie scelte...circondata da matrimoni falliti, donne infelici...cosa è giusto e cosa non lo è??
Vorrei avere una nonna saggia, di quelle che ti danno il consiglio.
Ho scelto di rinunciare alla mia vita professionale, ho scelto di dedicarmi ai figli e sono contenta di questa scelta anche perché non son tipo che si annoia e non mi ritrovo mai a pensare: e ora?
Però ogni tanto un pensiero si affaccia: ma non è che un domani non mi verrà riconosciuto quello che faccio? Non è che mi verrà detto: ma alla fine tu che hai fatto?
Vorrei esser nata 80 anni fa, quando non ci si poneva proprio il problema: le donne erano appagate per il semplice fatto di esser mogli e madri. 
Perché cavolo ancora non viene riconosciuta l'importanza dell'essere genitori?
Crescere degli individui sani, nel senso di "retti",  non è un obiettivo più che sufficiente?
Eppure vedo tante scontente intorno a me ed ho paura di diventare anch'io così e uff: 
che barba che noia!!
La torta di oggi la dedico a chi ama solo oggi e tutto il resto dell'anno si fa i cavoli suoi! cri



Ingredienti finta sfoglia senza glutine (presa da Stefania):

170 gr farina di riso quella super fina tipo amido
50 gr. fecola di patate
30 gr farina di tapioca
250 formaggio cremoso
160 gr burro morbido, ma non troppo
2 pizzichi di sale
5 gr di xantano (facilmente sostituibile con la farina di semi di carrube)

Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e amalgamare fino ad ottenere una palla. trasferire in frigo avvolgendo la pasta in pellicola. Lasciar riposare un paio d'ore. Riprendere l'impasto e stendere con il matterello, procedendo come con la pasta sfoglia, cioè piegando in tre la pasta ad ogni giro, prima di stenderla, infarinando il piano di lavoro con la farina di riso per evitare che si attacchi alla superficie.

Ingredienti per il ripieno ( da Perfect Pies - The Hairy Bikers'):

3-4 cucchiai di olio d'oliva
1 1/2 cipolla pulita e tagliata a julienne
2 spicchi d'aglio tritati
500 g di entrecote di vitello
sale
pepe
100 ml di vino rosso
300 ml di brodo di carne
200 g di pelati
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di erbe aromatiche tritate (io rosmarino, timo, salvia)
3 cucchiai di Maizena
350 g di patate
200 g di carote
acqua

Scaldare l'olio in un tegame con la cipolla e l'aglio. Far cuocere fino a quando non saranno morbidi. Trasferire in un piatto, aggiungere altro olio e far scaldare. tagliare la carne in cubetti. Salarla e peparla.
Farla rosolare a fuoco vivo fino a quando non sarà bella colorita. Trasferire la carne nel piatto con le cipolle. Deglassare col vino, staccando bene il fondo di cottura. Versare il sugo così ottenuto sulla carne e rimettere tutto nella pirofila. Aggiungere i pomodori, il concentrato di pomodoro, la senape, lo zucchero di canna, le erbe. Coprire col brodo e mettere in forno a 180°C per circa 1 ora e mezza.
Trascorso il tempo di cottura aggiungere le patate e le carote tagliate a tocchetti.
Rimettere in forno per un'altra ora e mezza.
Far raffreddare. La carne dovrà risultare molto morbida.

Preparare la teglia rivestendola con la pasta, mettervi la carne stufata e richiudere con altra pasta. 
Bucare la pasta al centro, per far uscire il vapore.
Preparare le due corna con la pasta rimasta e cuocerle a parte.
In forno a 180°C per 45 minuti.
Incidere la pasta in due punti e collocarvi le corna...buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

domenica 9 febbraio 2014

Fusilloni senza glutine alla carbonara con guanciale e porri

Domenica passata in cucina a smaltire tutti gli avanzi di frigo, dargli una destinazione diversa e trasformarli in potenziali pasti per la settimana: risultato soddisfacente!
Poi non so voi, ma qui da noi aleggia lo spettro del pranzo della domenica.
Del tipo lasagne, arrosto, puré...come se nel resto della settimana fossimo delle silfidi a dieta!
Ma oggi l'ho accontentato (ovviamente il mio mostro peloso!) e sono andata di carbonara (abbastanza domenicale, no?), ma con l'inganno...invece della solita pasta ho provato i fusilloni senza glutine de 
Grazie a Stefania, a Marcella e alle altre blogger celiache che cercano di sensibilizzare un po' tutti all'argomento sto cercando di provare prodotti alternativi e in questo caso, aumentando i tempi di cottura segnalati sulla confezione, posso ritenermi soddisfatta.
Buona serata cri


Ingredienti:

350 g di fusilloni
180 g di guanciale affettato
1 porro
4 tuorli
6 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
una noce di burro
sale
pepe

Mettere abbondante acqua a bollire.
Tagliare a listarelle il guanciale, sbattere i tuorli col parmigiano in una terrina, aggiungere poco sale (attenzione che c'è il guanciale) e del pepe.
Far fondere il burro in una padella e farvi rosolare il guanciale fino a farlo diventare croccante.
Pulire il porro, privarlo della parte verde e tagliarlo in fettine sottili.
Togliere il guanciale dalla padella con una schiumarola ed aggiungervi il porro e farlo rosolare per qualche minuto.
Scolare la pasta conservando un po' d'acqua di cottura, versare i fusilloni nella terrina coi tuorli e il grana e unirvi il guanciale e il porro. Mescolare il tutto velocemente e d eventualmente aggiungere un po' di acqua di cottura.


Con questa ricetta partecipo al contest di Celiaca per amore.

venerdì 7 febbraio 2014

Soufflet di riso...storia di acqua e la trisnonna che ritorna!!

Lo scorso venerdì mi son persa il Gluten Free Friday per cause di forza maggiore: l'acqua è arrivata anche qui ed è stata la prima volta. 
Un giorno isolati in casa senza corrente e tre giorni senza acqua (a causa dell'enorme quantità di pioggia il pozzo si è allagato e la pompa ha fatto cortocircuito). 
A noi è andata bene, ma ai vicini più a valle meno: l'acqua ha distrutto il piano inferiore di casa e completamente sommerso tre macchine e allora ti rendi conto di cosa può essere: vedi un rigagnolo tutti i giorni, completamente innocuo ed inoffensivo, che in poche ore si trasforma in un qualcosa di talmente grande da non non riuscire più a stare nei suoi piccoli argini e via, alla ricerca di una strada, di una valvola di sfogo su cui scaricare la propria energia. 
Poi vedi il dopo: quando dell'acqua entra in una casa è come se fosse passato un tornado, è tutto sottosopra, tutto rotto, il fango ovunque e allora pensi a non lamentarti che non hai l'acqua e non puoi lavarti o che non hai connessione per stare sul pc, pensi a tutta la povera gente che sta vivendo questa tragedia, a tutti coloro completamente in balia di se stessi, senza aiuti e senza appoggio e ti viene una gran rabbia.
Non mi piace parlare di cose serie qui sul blog, ché poi è sempre difficile accostare una ricetta...
ma il cibo, il cucinare fa parte del nostro quotidiano e allora sono andata a ripescare il diario della trisnonna, con le sue ricette semplici e alla portata di tutti...in questo caso delle frittelle di riso, ché il fritto mette allegria...un abbraccio cri


Soufflet di riso

Riso grammi 100. Zuccaro grammi 80. Latte mezzo litro abbondante. Uova 3.un pezzetto di burro. Una cucchiaiata di Rhum. Odore di vaniglia.
Fate bollire il riso nel latte, ma se non lo cuocete moltissimo non farete niente di buono. A mezza cottura versate il burro e lo zuccaro, compreso quello vanigliato per l'odore. Dopo cotto e diaccio che sia, mescolategli dentro i rossi, il Rhum e le chiare montate. E' una dose che può bastare per quattro persone. Si friggono nell'olio.

Non ho usato né il rum né l'odore di vaniglia...forse ancora non sapeva che faceva male!!


Con questa ricetta partecipo al Gluten Free Friday

giovedì 6 febbraio 2014

Biscioloni all'olio con zucca e crumble di nocciole

Come al solito al limitare della scadenza eccomi con la mia proposta per EXTRAPasta, un libro edito da editore Cinquesensi, che uscirà a breve per promuovere l'utilizzo dell'olio extra vergine d'oliva nella preparazione della pasta.
Questo volume fa parte di un progetto iniziato con EXTRADolci che ha visto coinvolte tante blogger nella realizzazione di dolci a base di extra vergine.
Questa volta era necessario scegliere in quale sezione partecipare, se nell'impasto, nel sugo o se nella rifinitura...ho scelto l'impasto, ma in realtà è anche nel sugo.
Propongo un formato di pasta umbro, i biscioloni, simili ai pici, ma molto più grandi e con delle varianti nell'impasto.
Per la scelta dell'olio ho optato per un'Azienda amica: la Forcella con il suo DOP aprutino pescarese, dal gusto elegante ed equilibrato.



Ingredienti:

Per l'impasto:
500 g di farina di grano tenero 0
4 g di lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaio di olio extra vergine aprutino pescarese
acqua

Per il condimento:
1 spicchio di zucca
2 scalogni tritati
120 g di nocciole
3 fette di pane raffermo
olio extra vergine d'oliva aprutino pescarese
2 cucchiai di parmigiano reggiano
sale
salvia


Per i biscioloni.

Sciogliere il lievito in 1/2 bicchiere di acqua tiepida e iniziare ad impastare con la farina, aggiungendo l'olio. Aggiungere altra acqua fino ad ottenere un composto poco più solido dell'impasto per il pane.
Coprire con un telo e lasciar riposare per circa 1 ora. 
Trascorso il tempo riprendere l'impasto ed iniziare a lavorarlo poco alla volta, arrotolandolo tra me mani  con l'aiuto della farina fino ad ottenere dei cilindri piuttosto lunghi.



Per il condimento.

Far soffriggere gli scalogni in olio extra vergine. Aggiungere la zucca tagliata a dadini e far stufare fino a quando non si sarà ammorbidita.
Nel frattempo preparare il crumble. Far tostare le nocciole in un padellino su fuoco a fiamma bassa. Poi passarle al mixer con le fette di pane raffermo tostate, 2 cucchiai di parmigiano reggiano e qualche foglia di salvia.

Portare a bollore abbondante acqua salata. Gettarvi i biscioloni e far cuocere per 6-7 minuti.
Condire con la zucca e con il crumble di nocciole.




Con questa ricetta partecipo ad ExtraPasta

lunedì 3 febbraio 2014

Ristampa de "L'ora del Paté"!!

Senza connessione, senza acqua ma sommersa dall'acqua, in uno stato di abbrutimento completo son felice per tante cose, ma anche per questo:
si va in ristampaaaa!!
L'ora del paté, edito da Sagep editori, si sta rivelando un successo a tutto tondo (la prima tiratura finita in 6 giorni!!) e son felice, son felice per le persone che ci hanno messo la faccia, la testa e il cuore, per coloro che ci hanno creduto e continuano a crederci e per noi che siamo dietro, ma che non veniamo messi da parte...perché quello che vince è il gruppo!
Chi è a Milano ricordi questa data:
10 febbraio 2014, ore 18:30 nello Spazio Eventi, posto al terzo piano di Mondadori Duomo (piazza Duomo, 1 - Milano).
Perché? 
Per assistere dal vivo alla presentazione del libro curata dal giornalista Paolo Massobrio e da Daniela Lucisano, nuovo direttore di "A Tavola", con la partecipazione della mitttica Alessandra Gennaro...voi che potete ite: ho dato a Genova ed è uno spettacolo che merita!
Un abbraccio bagnato Cri