sabato 28 marzo 2015

Elisa's quiche: zucca, bacon caramellato al cardamomo e un gorgonzola che doveva essere un blue cheese

Elisa sempre più veloce...tra poco mi prende un infarto!
Questa quiche voleva essere completamente d'ispirazione ammericana, ma mi hanno sabotato.
Pare che il Blue cheese a Roma non esista e a dirla tutta mi sono anche parecchio innervosita.
Ho telefonato ai super rivenditori di formaggio della capitale fino a quando non mi ha risposto la commessa di Micocci, via Collina,assicurandomi che lo avevano. 
Premessa: abito in fanculonia e arrivare in pieno centro non è cosa semplice...ma per l'MTC questo e altro. Arrivata al negozio, bella tranqui, chiedo il mio Blue Cheese e il titolare mi prende lo Stilton...e no!! Ti ho chiesto per telefono una cosa ben specifica, sottolinenando che non volevo lo Stilton, ma un formaggio americano...ho "sbroccato", ma alla fine ha vinto lui "appioppandomi" un super gorgonzola piemontese. Voi direte, a ragione: è impazzita!
Forse un po', ma se nella tua vita decidi di vender formaggi fallo bene...e che cavolo!!! 
Comunque. Oltre al formaggio la zucca (Halloween docet), quelle che dovevano essere noci pecan sono diventate noci normali (nei tempi della globalizzazione girare 40 negozi per trovare una cosa nun se po' fa) e bacon caramellato al cardamomo che volevo provare da un bel po'. 
E stop...et voilà la quiche!



Per la pasta brisée di Michel Roux vedi qui:

250 g di farina
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso. 
Una volta trascorso il tempo del riposo prendete la pasta, stendetela in una tortiera imburrata e procedete con la cottura in bianco come spiega perfettamente Mapi.

Per il bacon caramellato (vedi qui):

4 fette di bacon 
zucchero di canna q.b.
1/2 cucchiaino di cardamomo pestato al mortaio

Accendete il forno a 180° ventilato. Spolverizzate le fette di bacon con il cardamomo e lo zucchero di canna. Cuocete per 20-25 minuti. Tamponate con della carta assorbente e lasciate asciugare.

Per il ripieno:

150 g di zucca
60 g di gorgonzola
un pugno di noci pecan
150 ml di panna liquida
1 uovo
2 fette di bacon caramellato
sale
olio extra vergine di oliva
pepe

Accendete il forno a 240°. Fate cuocere la zucca tagliata a pezzettoni e condita con un filo d'olio, il sale e il pepe.
Riempite la base della tortiera con la zucca e il formaggio. A parte lavorate con una forchetta la panna con l'uovo e versate nella tortiera. Completate con le noci.
fate cuocere a 180° per circa 20 minuti.
Al momento di servire infilzate dei pezzetti di bacon sulla superficie della torta.




P.S. La fotografia della fetta è veramente infelice, ma ho dovuto scattare prima che se la mangiassero e si sono rifiutati di lasciarmela per il giorno dopo. 


Con questa ricetta partecipo alla sfida MTC N.46

giovedì 26 marzo 2015

Torta Flavia: Gougère ripieni di ricotta e mortadella con crema di parmigiano

Ehilà Flavia ecchime quà!
Ce lo fatta contro tutto e tutti! Parto col lecchinaggio?
Ho avuto la fortuna di conoscere questa bella donna in quel di Masone, luogo di bagordi  culinari e non. Sprizza gioia di vivere da ogni poro ed ha una risata contagiosa e con lei ho riso, e tanto, nel tentativo di cacciare una falena...che era? Ti ricordi? Un animale enorme...forse un ammazzasomari.
E poi l'abbandono nel bosco, in mezzo alla fanga, inseguita dal cinghiale. 
O la cena con il cacciatore di frode sboccato e il prete importunato dal gatto satanista...
L'ho incontrata tre volte sulla mia strada e tutte e tre le volte mi sono divertita.
La cosa bella che ti contraddistingue è il tuo essere risolta: parli da donna soddisfatta, che ha trovato quello che vuole e sono contenta, di più, che tu abbia vinto. 
Sei una delle colonne dell'MTC, ne incarni lo spirito, l'ironia, l'intelligenza e il saper fare.
Nel preparare questa torta ho pensato a te e alle tue origini emiliane. 
Domani sarà la volta del tuo io ammmericano!



Per la pasta brisée (ricetta di Michel Roux con una variante):


230 g di farina
20 g di pistacchi tritati
150 g di burro, tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
1 cucchiaino di sale
Un pizzico di zucchero
1 uovo
1 cucchiaio di latte freddo

Versate la farina, assieme ai pistacchi tritati, a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo, poi mescolateli e lavorateli con la punta delle dita.
Incorporate piano piano la farina, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Aggiungete il latte e incorporatelo delicatamente con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.
Rivestite una tortiera e procedete con la cottura in bianco.


Per i Gougère al parmigiano:

500 ml di latte intero
187 g di burro
7 g di sale
250 g di farina di grano tenero 0
8 uova
125 g di parmigiano reggiano grattugiato

Mettete il latte, il burro e il sale in un pentolino e far prendere l'ebollizione.
Togliete dal fuoco, aggiungete la farina, mescolate quest'ultima ed asciugate a fuoco vivo finché la pasta non si attacchi più al cucchiaio.
Togliete dal fuoco, fate raffreddare continuando a girare con l'aiuto di un mestolo. 
Iniziate ad aggiungere le uova, uno alla volta (non aggiungere il successivo se il precedente non è stato aggiunto). Quando le uova saranno state tutte incorporate concludete con il parmigiano.
Con l'aiuto di una sac a poche ricavate dei bigné che andrete a cuocere a 180° in forno fino a quando non risulteranno belli gonfi e dorati.


Per il ripieno di mortadella e ricotta:

150 g di mortadella
250 g di ricotta di pecora

Frullare nel mixer la ricotta assieme alla mortadella e passare al setaccio in modo tale da ottenere una crema liscia e senza grumi.

Per la crema al parmigiano:

250 ml di panna liquida
80 g di parmigiano
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaio di farina

Scaldate la panna, prima che prenda il bollore spegnete.
Lavorate l'uovo con la farina. Aggiungete il parmigiano. Rimettete sul fuoco fino a quando la crema non si sarà addensata.


Farcite i Gougère con la farcia di mortadella e disponeteli sulla base. Versate la crema di parmigiano.
Passate sotto al grill fino a doratura. Spolverizzare con granella al pistacchio.



Con questa ricetta partecipo all'Mtchallenge N.46

mercoledì 25 marzo 2015

Chips di patate (che dovevan esser nere e sono grigie!) ripiene di pappa al pomodoro con dip di fave

Per festeggiare il ritorno dell'acqua oltre ad essermi trasformata in una piccola "fulgida" e aver ripulito quello che potevo, ho preparato questo finger per il contest della Mediterranea Belfiore.
Non potevo partecipare con una ricetta sola!
L'idea era quella di ottenere delle chips nere. Visto che in cucina è ben difficile inventarsi "la qualunque" la ricetta l'ho trovata qui, ma qualcosa deve esser andato storto. Le patate sono restate a mollo nel nero di seppia per una notte, ma invece di diventar nere sono venute fuori grigiastre...devo perfezionare la tecnica o aumentare il nero!
L'insieme è comunque quello che volevo. Cri




Ingredienti.

Per la pappa:

580 g di filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore
olio extra vergine di oliva
1 spicchio d'aglio fresco
1/2 peperoncino
3 fette di pane raffermo senza sale e senza crosta
sale

Per la crema di fave:

150 g di fave (purtroppo surgelate)
1/2 scalogno
olio extra vergine di oliva
sale

Per le chips:

2 patate medie
nero di seppia

Per la pappa. fate stufare l'aglio tagliato a rondelle assime al peperoncino ed un filo d'olio. Aggiungete i pomodori tagliati in pezzi, fate insaporire e completate con il pane tagliato in quadrotti. Fate cuocere a fuoco lento, aggiungendo acqua se necessario, per circa 1 ora. Salate. 


Per la crema di fave. Portare ad ebollizione dell'acqua. Salare e tuffarvi le fave. fate cuocere per pochi minuti e sgusciarle. Fate stufare lo scalogno tritato in un filo d'olio. Aggiungete le fave, fate insaporire. Aggiungete il sale. Passate al mixer e dopo al setaccio.
Per le chips. Tagliate con la mandolina le patate in modo tale da ottenere delle chips molto sottili.
Lasciatele in ammollo in acqua che avrete "tinto" con del nero di seppia. Le ho lasciate nell'acqua una notte intera, ma non ho ottenuto l'effetto desiderato. Asciugarle con l'aiuto della carta assorbente e friggerle all'interno di un cannolo cilindrico.
Completate il piatto farcendo le chips con l'aiuto di una sac a poche. Distribuite sul piatto la crema di fave e adagiatevi sopra il cannolo.






Con questa ricetta partecipo al contest della Mediterranea Belfiore


lunedì 23 marzo 2015

Bignè ripieni di pappa al pomodoro su crema di mozzarella di bufala

Se la Mediterranea Belfiore non fosse rappresentata da tre così belle donne e non avesse mandato la Cristina in avanscoperta avrei saltato a piè pari!
Sempre il solito problema acqua, ma non vi ammorbo più: promesso!!
Ho avuto modo di conoscere l'azienda quando entrai inaspettatamente in finale con il contest Dolce pomodoro. Ero talmente curiosa di conoscere il posto che feci una tirata di un giorno a Cecina, viaggio ripagato da una bellissima giornata in un posto meraviglioso con Loretta Fanella nella stanza accanto che preparava un dolce pazzesco.
Per questo contest avevo più di un'idea, poi mi è venuto un dubbio: la consistenza della pappa andava conservata? Ebbene si: bastava leggere meglio il regolamento!
Per la ricetta della pappa ho seguito i consigli di Giulietta ed è venuta come volevo. 
Per i pomodori ho usato i filetti della Mediterranea, lasciandoli con la buccia: a me piace sentirla sotto ai denti, ma è una questione di gusti. Eccoli qui. Cri


Ingredienti

Per la pappa.

580 g di filetti di pomodoro Mediterranea Belfiore
olio extra vergine di oliva
1 spicchio d'aglio fresco
1/2 peperoncino
3 fette di pane raffermo senza sale e senza crosta
sale

Per i bigné:

500 ml di acqua
187 g di burro
7 g di sale fino
250 g di farina di grano tenero 0
8 uova (ne ho usate 6)

Per la crema di mozzarella di bufala

250 g di mozzarella
latte intero q.b.
sale

Per decorare

basilico
olio extra vergine di oliva
salsa al pomodoro


Per la pappa. fate stufare l'aglio tagliato a rondelle assime al peperoncino ed un filo d'olio. Aggiungete i pomodori tagliati in pezzi, fate insaporire e completate con il pane tagliato in quadrotti. Fate cuocere a fuoco lento, aggiungendo acqua se necessario, per circa 1 ora. Salate. 
Per i bignè. On una pentola portate ad ebollizione l'acqua con il sale e il burro.
Togliete dal fuoco, aggiungete la farina setacciata, mescolate, riportate sul fuoco e far "asciugare" a fuoco vivo, fino a quando la pasta non si stacchi dal cucchiaio.
Togliere dal fuoco, trasferire nella planetaria con la foglia inserita e far girare. 
Aggiungete un uovo alla volta, aspettando che sia stato ben assorbito dall'impasto. Dovete ottenere un composto che si stacchi dalla ciotola, della consistenza di una crema densa.
Accendete il forno a 190°.
Trasferite il composto in una sac a poche e date forma a dei bignè su una pirofila rivestita da carta forno.
Fate cuocere fino a quando non daranno belli gonfi e dorati.
Per la crema di mozzarella di bufala. Frullate con l'aiuto di un minipimer la mozzarella con del latte intero fino ad ottenere la consistenza desiderata. Passate al setaccio.
Farcite i bignè con la pappa al pomodoro sempre con l'aiuto di una sac a poche.
Servite i bignè sulla crema di mozzarella. 
Decorate con delle gocce di basilico pestato al mortaio con l'olio extra vergine di oliva e con delle gocce di salsa al pomodoro.


P.S. I bignè delle foto in realtà sono dei Gougère al parmigiano...ma l'idea è che fossero dei bignè normali. Problemi di acqua. Troppo lungo da spiegare, ma per onestà lo dico.


Con questa ricetta partecipo al contest della Mediterranea Belfiore

domenica 22 marzo 2015

Muffin alle arance in tazza per il The Recipe-tionist

Quando si vivono momenti di disagio si reagisce in maniera diversa e le reazioni che si susseguono sono le stesse a prescindere della situazione che ti si presenta. 
Prima lo stupore, poi lo sconforto, seguito dall'arrabbiatura e poi dalla rassegnazione. 
A questo punto le persone si dividono in due gruppi: quelli che si abbandonano al proprio destino e quelli che cercano di opporvisi.
Ormai chi mi segue sa che sono senz'acqua da dieci giorni e ho vissuto tutte queste fai in maniera alterna. Ma da ieri ho deciso che non dovevo arrendermi e così ho ripreso a cucinare alla grande.
Pulisco le pentole alla maniera africana: un tino in cui risciacquo tutto a turno. Il problema tanto è mio, ché le cose ce le mangiamo noi e poi viene tutto cotto...ma vi assicuro che di igiene in questo momento nella mia cucina ce n'è ben poca!
Stamattina è stata la volta dei muffin di Coccolatime. Più che la ricetta, notevole dopo averla provata, mi è piaciuto il post che parla di una mamma e del suo rapporto col figlio e mi ha fatto pensare ai miei, a quando saranno grandi e spero proprio che un domani una ricetta susciti lo stesso effetto.
P.S. Non fidandomi della tenuta delle tazzine in cottura ho usato le varie superstiti: hanno tenuto tutte benissimo!
Buon pomeriggio Cri



Ingredienti (per 7 tazzine):

80 g di burro (80 ml di olio di semi di girasole...per sporcare meno!)
4 cucchiaini abbondanti di marmellata di arance amare
115 g di zucchero di canna
2 uova
115 g di farina di grano tenero 00
5 g di lievito in polvere
cannella
1 pizzico di sale
zucchero a velo e scorza d'arancia candite per guarnire


Accendete il forno a 180°.
Versate sul fondo delle tazzine un po' di marmellata di arance.
Mescolate l'olio con le uova. In un'altra ciotola unite tutti gli ingredienti secchi dopo averli setacciati.
Unite i liquidi ai secchi e mescolate velocemente.
Versate nelle tazzine, mettetele in una teglia in cui potranno cuocere a bagnomaria. Versate dell'acqua fino a 1/3 della tazzina e fate cuocere per circa 35 minuti (prova stecchino)
Spolverate di zucchero a velo e decorate con la scorza d'arancia.




Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di marzo

giovedì 19 marzo 2015

Pici con crespigno e guanciale di cinta senese

Ancora non ho capito cosa sia essere foodblogger. Per alcuni fa fico, per altri è espressione di una passione, per altri ancora diventa quasi una malattia...per i più fortunati è un lavoro.
Sembra sempre che bisogna star lì a giustificarsi: "Eh: beata te che hai tempo!"...ed è vero di tempo ce ne vuole, ma dipende sempre da come viene fatto.
Cucinare cucino e tanto, in maniera quasi maniacale. Ma il tempo per i set fotografici, per lo scatto non riesco a trovarlo, non che non mi divertirebbe ma, non essendo una qualcosa che mi viene istintiva, mi costa più concentrazione, più sforzo. 
Sto arrancando dietro a questo mio spazio, che finora non ha fatto altro che farmi "crescere" dal punto di vista gastronomico, rendendomi conto ogni giorno di più di quanto sia stata e sono tuttora ignorante in materia: mille tecniche, mille trucchi...ed è questo che mi diverte, continuare ad imparare e cercare di mettere in pratica. 
Vi parlavo del tempo. Penso a questa ricetta. Il guanciale ha cotto lentissimamente martedì sera ed il crespigno idem. I pici fatti a tappe: un po' martedì, altri mercoledì all'all'alba e gli ultimi ieri notte....dopo aver passato la bellezza di 11 ore in cucina, tra corso ed un evento. Quando mi sono ritrovata a scattare la foto alle 23:39 ho pensato che fosse ora di mettere un punto, ma in realtà non mi va di cedere, è il mio piccolo spazio e anche se "pecione" e gestito male vorrei provare a portarlo avanti. Tutto questa pappardella non per farmi dire brava, perché molti di noi sul web vivono il blog allo stesso modo ed è per questo che mi innervosisco quando leggo delle ricette in cui c'è il  nulla, solo "fuffa", solo appeal ma nessun lavoro dietro. Ma fedele al mio motto ("Il mondo è bello perché vario") va bene così!
I pici li ho conosciuti con l'MTChallenge vinto da Patty. Li avevo mangiati in precedenza, ma mai cucinati. Forte è stata la tentazione di andare a vedere le ricette di quella sfida, ma ho resistito.
Per il contest "Toscana, terra del buon vivere" ho deciso di abbinarli a del crespigno selvatico, che ricorda la cicoria o il tarassaco, ma in maniera più delicata e al guanciale di cinta. E' un piatto povero, ed ho cercato di rispettare il legame col territorio. Buona giornata!



Per 2 persone

100 g di farina di grano tenero 0
50 g di semola rimacinata di grano duro
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
acqua q.b.
1 pizzico di sale

500 g di crespigno
70 g di guanciale di cinta senese
1 spicchio d’aglio
peperoncino
olio extra vergine di oliva
pecorino grattugiato per completare

Per i pici. Fate la fontana sulla tavola da lavoro con le farine, al centro versate l’olio e il sale e cominciate ad incorporare la farina con l’aiuto di una forchetta. Aggiungete l’acqua e continuate a lavorare con le mani fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Avvolgetelo in un panno e fatelo riposare in un luogo fresco per circa 1 ora.
Con l’aiuto delle dita arrotolate un pezzetto di pasta alla volta in modo tale da formare i pici, per non farli attaccare fateli riposare su una teglia spolverata semola.

Sciacquate il crespigno. Fatelo lessare in acqua bollente salata per pochi minuti. Scolatelo e trasferitelo in una ciotola di acqua fredda per mantenerne il colore brillante.
Tagliate il guanciale a striscioline e fatelo rosolare a fuoco bassissimo fino a quando non avrà perso tutto il grasso e sarà diventato croccante.
Portate a bollore dell’acqua per la cottura dei pici. Nel frattempo fate stufare uno spicchio d’aglio in un filo d’olio con il peperoncino e ripassatevi il crespigno.
Scolate il guanciale dal suo grasso ed unitelo al crespigno.
Fate cuocere i pici.
Con dell’acqua di cottura della pasta create un emulsione con il grasso del guanciale.
Scolate i pici fateli insaporire nell’emulsione e conditeli con il crespigno e il guanciale.
Completate con una spolverata di pecorino grattugiato.



Con questa ricetta ho partecipato al contest "Toscana, terra del buon vivere"

lunedì 16 marzo 2015

Maritozzi quaresimali per L'Italia nel piatto




Per l'uscita del 16 de L'Italia nel piatto sono previsti i dolci da credenza. Essendo in periodo di Quaresima, anche se in realtà sto digiunando ben poco ( :-D) ho deciso di presentare un dolce tipico della mia città. In realtà lo si riconosce solo quando indossa la veste sontuosa carico di panna e senza frutta secca, ma in realtà il vero maritozzo (da “marituccio” o “maritino”) è un lievitato che la tradizione vuole venisse consumato in questo periodo. Impasto a base di pasta di pane arricchito con uvetta e scorzetta d’arancia senza uova, burro né latte: prodotti di origine animale che non potevano essere consumati nei giorni di magro.
E perché maritozzo? Pare venissero donati dai futuri mariti alle future consorti il primo venerdì di marzo (sostituito dall’odierno San Valentino), a volte utilizzati come contenitori per un pegno d’amore.
Sono andata alle origine ed ho deciso di utilizzare la ricetta dell'Ada Boni. Buona giornata Cri




Maritozzi quaresiamli

Mettete in una tazza da caffè e latte 25 g di lievito di birra, sminuzzatelo, scioglietelo con un pochino d’acqua appena tiepida, unite due cucchiaiate di farina, e aggiungendo un altro po’ di acqua fate una pasta morbida che lavorerete soltanto un istante con un cucchiaino, coprirete e porrete in un luogo tiepido. Dopo circa un quarto d’ora questo lievito avrà raddoppiato il suo volume. Mettete allora sulla tavola di cucina cinque cucchiaiate ben colme di farina – fra quella del lievito e questa debbono essere in tutto 200 g – fate la fontana e nel mezzo ponete due cucchiaiate d’olio, il lievito della tazza, un pizzico di sale e una o due cucchiaiate di acqua tiepida, quanta ne occorre per avere una pasta assai leggera. Lavorate energicamente questa pasta sul tavolo, sbattendola con le mani, e quando questa si staccherà facilmente dalle dita e dalla tavola uniteci due cucchiaiate di zucchero. Lavorate ancora un po’ la pasta, rotolatela nella farina, fatene una palla morbida e deponetela in una terrinetta infarinata. Coprire e mettete in un luogo tiepido. Dopo un’ora quando la pasta avrà cominciato a gonfiarsi, rovesciatela sulla tavola infarinata e incorporateci una cucchiaiata di pinoli mondati, tre o quattro cucchiaiate di uvetta sultanina e una cucchiaiata di scorzetta d’arancio candita tagliata a listarelline. Lavorate un pochino con le mani per distribuire questo condimento; poi foggiate con la pasta un grosso cilindro dal quale ritaglierete dei pezzi dalla grandezza e dalla forma di un uovo. Mettete questi pezzi in una teglia leggermente imburrata, a molta distanza uno dall’altro e poi con le dita spianateli in modo da avere dei piccoli panini bassi e oblunghi. Rimettete la teglia al tiepido e lasciate che i maritozzi lievitino ancora per un paio d’ore, fino a quando cioè saranno ben rigonfi. Riscaldate intanto il forno e badate che sia bruciante. Quando i maritozzi saranno lievitati – non ci vorranno meno di due ore – metteteli nel forno ben caldo. I maritozzi debbono cuocere in sei o sette minuti al massimo e riuscire di un colore scuro. Una più lunga permanenza nel forno produrrebbe la crosta togliendo ai maritozzi la loro morbidezza caratteristica. Appena cotti estraeteli dal forno e passate sopra ognuno, servendovi dello speciale pennello, uno sciroppo denso fatto con una cucchiaiata di zucchero e pochissima acqua, rimettendoli un istante nel forno tiepido per fare asciugare lo zucchero. Con questa dose otterrete circa 12 maritozzi.”


 Ecco gli altri:


Trentino-Alto Adige:  Torta Rosengarten
 http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/03/torta-rosengarten.html

Friuli-Venezia Giulia: Crostata con la zucca 
http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/crostate-cun-le-coce-per-litalia-nel-piatto

Lombardia: La Torta Bertuldina
http://kucinadikiara.blogspot.com/2015/03/la-torta-bertuldina.html

Veneto: Focaccia veneta
http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/03/fogaccia-veneta.html

Liguria:  torta d'amandoe e cacavou   http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/03/litalia-nel-piatto-torte-rustiche-dolci.html    

Emilia Romagna: La pinza http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/03/la-pinza-per-litalia-nel-piatto.html

Toscana: Berlingozzo fiorentino e pratese
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/03/berlingozzo-fiorentino-e-pratese.html

Marche: La ciaramilla marchigiana http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2015/03/ciaramilla-ricetta-tipica-delle-marche.html

Abruzzo: Le Pizzelle http://ilmondodibetty.it/pizzelle-per-litalia-ne-piatto.html
  
Molise: Torta alla marmellata alla molisana http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/03/torta-alla-marmellata-alla-molisana-per.html

Umbria: Torta al limone  http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/03/torta-al-limone.htm

Basilicata: Pane semidolce - il puccillato di Castelluccio
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/03/14/pane-semidolce-di-pasqua-il-puccillato-di-castelluccio/

Campania: Torta Caprese
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/03/torta-caprese-origini-e-storia.html

Puglia: Torta Pasticciotto http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/03/cucina-pugliese-torta-pasticciotto.html

Calabria:Torta campagnola  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/03/torta-campagnola.html

Sicilia: Le cassatedde ragusane http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2015/03/cassatedde-ragusane-litalia-nel-piatto.html


Il nostro blog - http://litalianelpiatto.blogspot.it/

lunedì 9 marzo 2015

Pancakes agli spinaci con burro al lime... Ottolenghi docet

Vagando in rete ho scovato un contest, ma da quello che ho capito è più un appuntamento mensile.
L'idea mi ha divertito e spero di aver capito le regole del gioco.
Si parte dagli abbinamenti proposti da Niki Segnit nel suo libro L'Alchimia dei sapori che ho acquistato per caso poco tempo fa. 
Sugli abbinamenti tra gli alimenti sono sempre andata ad intuito rifacendomi più che altro alla tradizione culinaria: credo che se certi abbinamenti siano radicati un motivo ci sarà!
Ma leggendo il libro spuntano nuove idee e accostamenti a cui non avresti mai pensato.
Visto che cucinare mi piace (di più) l'idea di confrontarmi ogni mese con una categoria di alimenti mi ha dato modo di provare qualche ricetta. 
Questo mese è la volta degli agrumi ed ho scelto il lime, rappresentato da Alessandra.
Spero di aver capito il meccanismo perché "ovviamente" (!) non ho scelto un abbinamento tra quelli proposti, ma forse può essere uno spunto ulteriore per nuove ricerche!




Ingredienti per 3-4 persone (di Yotam Ottolenghi da "Plenty"):

250 g di spinaci lavati
110 g di farina autolievitante ( ho usato una farina di grano tenero 0)
1 cucchiaino di lievito
1 uovo
50 di burro sciolto
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cumino in polvere
150 ml di latte
100 g di cipollotti tagliati a julienne
1 albume
olio extra vergine di oliva

per il burro al lime:

100 g di burro a temperatura ambiente
la scorza di un lime grattugiata
1 cucchiaino e mezzo di succo di lime
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di pepe bianco
(aglio coriandolo e peperoncino che non ho usato)

Per il burro al lime. Lavorate il burro con un cucchiaino di legno. Aggiungete gli altri ingredienti e incorporateli. Coprite con della pellicola e riponete al fresco.
Cuocete gli spinaci in pochissima acqua, scolateli e strizzateli bene. Sminuzzateli con l'aiuto di un coltello. 
Per i pancakes. In una ciotola lavorate la farina con il lievito, l'uovo, il burro sciolto, il sale, il cumino e il latte. Aggiungete i cipollotti e gli spinaci. Unite l'albume montato a neve.
Scaldate un filo d'olio in un padellino in cui andrete a versare due cucchiai di composto. Cuocete due minuti per lato o fino a che un lato non risulterà dorato e si staccherà con facilità dalla padella. Continuate in questo modo fino a quando non avrete finito la pastella; ungendo, se necessario, la padella tra un pancake e l'altro.
Servite con il burro aromatizzato.





sabato 7 marzo 2015

Ragù di funghi con uova in camicia di Yotam Ottolenghi

Con Yotam Ottolenghi non si sbaglia mai, come dimostrato anche dall'ultimo Starbooks.
Ogni volta che provo una sua ricetta resto sorpresa dall'abbinamento degli ingredienti e dai sapori che questa unione riesce a scatenare. In più, pur affrontando il testo in lingua originale e non essendo un fulmine in questo, riesco a cogliere tutti i passaggi (o quasi!) e le ricette sono facilmente riproducibili.
Quasi inutile a questo punto sottoporre il piatto scelto per il Redone...andiamo passo-passo! Cri


Ingredienti (per 4 persone):

15 g funghi porcini secchi
600 ml acqua
600 g di funghi freschi (nel mio caso champignon)
350 g di pane a lievitazione naturale, senza crosta
100 ml di olio d'oliva (olio extra vergine d'oliva)
2 spicchi d'aglio tritato
1 cipolla media, tagliata in fettine
1 carota media, tagliata in fettine
3 coste di sedano, tagliato in fettine
120 ml di vino bianco
3 rametti di timo
4 uova d'anatra (di gallina)
aceto bianco per la cottura delle uova
100 g panna acida
4 cucchiaini di misto spezie dragoncello e prezzemolo
olio al tartufo (olio extra vergine di oliva)
sale e pepe nero

Prima di iniziare, lasciate in  ammollo i funghi porcini essiccati in 200 ml di acqua per 30 minuti. Con l'aiuto di uno spazzolino eliminate la terra dai funghi e tagliateli a metà, se sono piccoli, o in pezzi.
Accendete il forno a 200°.
Per ottenere i crostini, tagliate il pane in cubi di 2,5 cm. Irrorateli con 2 cucchiai d'olio, l'aglio e il sale.
Disponeteli su una teglia e lasciateli abbrustolire per 15 minuti o fino a quando non saranno dorati.
Scaldate un cucchiaio di olio in una padella abbastanza capiente. Aggiungete una parte dei funghi e fate cuocere a fuoco vivo per 1-2 minuti, senza rigirarli. Non mettetene troppi insieme, ma pochi alla volta in modo tale che perdano il liquido e si coloriscano bene.
Continuate così fino a che non avrete finito i funghi. Una volta cotti tutti aggiungete un altro cucchiaio d'olio e stufate la cipolla, la carota e il sedano per 5 minuti. Aggiungete il vino, fate riprendere il bollore e cuocete per un altro minuto.
Scolate i funghi porcini, strizzandoli bene e conservando li liquido in cui li avete ammollati.
Aggiungete la restante acqua (400 ml), il timo e il sale. Fate cuocere su fuoco moderato per circa 20 minuti o fino a che il liquido non si sarà ridotto di 2/3. Filtrate il liquido e tenetelo da parte.
Portate a bollore un pentolino d'acqua con una spruzzata di aceto. Rompete un uovo in una tazzina e con delicatezza versatelo nell'acqua. Togliete la pentola dal fuoco e lasciate l'uovo nell'acqua per 6 minuti (nella ricetta si parla di uovo d'anatra, con l'uovo di gallina ho ridotto i tempi, circa 4 minuti). 
Scolate e trasferite in una ciotola con l'acqua calda. Quando le uova saranno tutte pronte scolarle su della carta da cucina.
Quando state cuocendo l'ultimo uovo, rimettete sul fuoco il brodo, aggiungetevi i funghi, la panna acida e le erbe tritate (conservandone una parte per decorare il piatto). Aggiustate di sale e pepe.
Sul piatto disponete i funghi caldi, i crostini di pane, l'uovo e le erbe tritate.




Note:
Purtroppo non ho trovato le uova d'anatra, che in realtà non credo di aver mai mangiato Dico purtroppo perché facendo una ricerca online mi è sembrato di capire fossero più saporite di quelle di gallina.
Ho dovuto omettere il dragoncello fresco perché irreperibile.
Sulla cottura delle uova. Normalmente procedo nello stesso modo, creando però un vortice all'interno del quale inserisco l'uovo e lascio proseguire la cottura sul fuoco. In questo caso ho seguito la ricetta, ma per sicurezza ho creato comunque il vortice. Non so quale metodo userò in futuro, ma personalmente trovo più rapido quello che mantiene la pentola sul fuoco.
Quantità dei liquidi. Anche arrivando ai 200 ml finali trovo siano un po' troppi, visto che comunque i funghi alla fine vanno leggermente scolati, altrimenti ci si trova il piatto con l'acqua sul fondo (e non credo fosse l'intento voluto, almeno a vedere dalla fotografia originale).
Unico neo l'utilizzo del liquido di ammollo dei porcini disidratati che conferisce una nota amara di sottofondo che a me non è è piaciuta è particolarmente, ma non so se dipende dalla qualità dei funghi acquistati.
Ho apprezzato molto la cottura dei funghi in cui si abbrustoliscono all'esterno pur rimanendo morbidi e sicuramente la prossima volta varierò nella scelta dei funghi coltivati.
Nel complesso ricetta:

PROMOSSA