martedì 29 novembre 2016

Torta di riso per The Recipe-tionist

Cosa strana succede tra noi foodblogger. Spesso non ci conosciamo di persona e quindi colleghiamo un blog più a delle caratteristiche che ad un viso. Col tempo quelle che avevo voglia di conoscere per fortuna le ho conosciute, anche se ancora ne mancano molte all'appello.  Francesca ho avuto la fortuna di conoscerla.
Se penso a lei le prime cose che mi vengono in mente sono i suoi figli con le mazze da baseball, le sue vignette e la sua fantastica torta di riso. Non c'è Francesca in giro se manca la teglia rettangolare.
E quindi la scelta non poteva non ricadere su questa ricetta che però da trovare è stata un'impresa. 
Fra: dobbiamo farci un archivio, altrimenti è un casino!!!
Torta semplicissima, ma dai tempi lunghi. E' fantastica: l'ho mangiata per due giorni di seguito anche a pranzo e a cena.
Mio marito: "Non è che ti farà male?"
Io: "Ma no è come se fossi a dieta: solo riso"
Lui: "Solo risooooooo? Ma sei scema: un quadrato di questa ti fornisce le calorie di un'intera giornata!"
Pace...ormai le ho ingurgitate!




Ricetta (copiata pari pari):

Ingredienti:

1 l di latte fresco intero (meglio Alta Qualità)
2 uova intere e 4 tuorli
120 g Riso Arborio
150 g zucchero
200 g mandorle spelate
200 g amaretti
200 g cedro candito
burro e pangrattato per ungere la teglia


1° Giorno:
In una casseruola portare ad ebollizione 1 litro di latte intero, meglio se alta qualità. Appena bolle unire 120 gr di riso Arborio e 150 gr di zucchero. Lasciare cuocere per circa 30-40 minuti, mescolando di tanto in tanto. Poi spegnere il fuoco, lasciar raffreddare e riporre in frigorifero.

2° Giorno:
Tritare nel mixer  200 gr di amaretti con  200 gr di cedro candito poi sempre a mixer azionato unire 200 gr di mandorle, "mixare" fino ad ottenere il livello di tritatura preferito (a casa mia non piace tanto il cedro, per cui lo trito molto in modo che non si senta. Neanche a noi, ma così tritato è perfetto)
Unire il composto del mixer alla casseruola del latte, riso e zucchero e mescolare bene. 
A parte sbattere 4 tuorli e 2 uova intere ed unirli al composto, sempre mescolando bene.
Riporre la casseruola in frigo.

3° Giorno:
Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Ungere con del burro una teglia rettangolare e spolverizzarla con pangrattato, togliendo quello in eccesso.
Mettere il composto nella teglia e infornarla per circa 30-40 minuti (dipende dal vs forno).
Una volta cotta lasciarla raffreddare poi coprirla con della carta d'alluminio e riporla in frigo almeno un paio d'ore, ma come dicevo prima ...MEGLIO FINO AL GIORNO DOPO!!!!


Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di Flavia

4 commenti:

  1. Ma io ce l’ho l’archivio!!! Ehehehehehe :-D
    Guarda su “Le mie ricette” nella side bar!
    Aho, comunque se uno chiama la ricetta risponde hai visto? Grazie dal profondo, veramente.
    La torta di riso è il dolce che meglio mi rappresenta, quintessenza della bolognesità, una goduria senza fine.
    Ti è venuto benissimo, morbido, dorato..
    Che fortuna conoscere te e la tua romanesca schiettezza!
    Un abbraccio cara!

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  2. La torta di riso è una di quelle che ho ancora scritta su un foglio di carta sotto dettatura di mia nonna mentre la preparava per insegnarmi.... non era una gran nonna, però di cose tipiche e tradizionali me ne ha insegnate tante e per questo ora so che grazie a questa eredità alla fine...non è stata così male come nonna. Hai scelto una signora ricetta veramente, la torta degli addobbi... il dolce di Bologna... la ricetta che ognuno a Bologna ha "la sua", ma il sapore, il profumo e la bontà sono sempre le stesse ... grazie cara

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  3. Non l' ho mai fatta. Ma mi attira anche questa... Ho una lista interminabile !

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  4. Me ne sono innamorata alla prima lettura. Sarà che i dolci di riso hanno per me un fascino unico, sarà che ce lo abbiamo anche noi a Siena, il "budinone" di riso con tanti aromi inebrianti (devo postarlo uno di questi giorni), ma hai scelto quella che avrei scelto anche a occhi chiusi!
    La Franci nella mia testa, è proprio come l'hai raccontata.
    Un forte abbraccio.
    P

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